Altro che stimoli pigri, altro che difetto di motivazioni rispetto a un Sassuolo alla disperata ricerca di punti per allontanarsi il più possibile dalla zona calda. A Reggio Emilia, il Benevento conquista il primo punto esterno in Serie A e dimostra, ammesso che ne fosse bisogno, che le parole di De Zerbi non erano solo retorica. L'allenatore aveva predicato cuore, convinzione, massimo zelo professionale e la sua squadra l'ha accontentato in tutto, interpretando la partita con spirito esemplare e sfiorando una vittoria che sarebbe stata il giusto premio a quanto visto in campo.

I sanniti sono riusciti mettere a nudo le fragilità di un Sassuolo che specialmente in casa fa parecchia fatica: in merito, parlano chiaro le due vittorie conquistate davanti al pubblico amico e soprattutto il peggior rendimento interno di tutta la Serie A. Per il Benevento, dunque, l'occasione era ghiotta per infrangere il tabù trasferte e metter fine a una serie di sconfitte esterne consecutive che andava avanti dall'inizio della stagione.

Certo, il risultato non cambierà il destino della Strega, sempre più vicina ormai alla matematica retrocessione in Serie B (il verdetto potrebbe arrivare già mercoledì contro l'Atalanta), ma almeno ha permesso di lanciare segnali inequivocabili: ai giallorossi restano ancora sei pratiche da sbrigare e non faranno sconti a nessuno. Anzi, proveranno a inseguire altri risultati prestigiosi, a partire dalla sfida interna con i nerazzurri, per poi arrivare al match di sabato sera a San Siro contro il Milan.