I dubbi su quale sia il vero Benevento, se quello maltrattato e preso a bastonate da Napoli e Roma o se invece quello che ha tenuto testa fino alla fine all'Inter, saranno il campo e le prossime partite a risolverli. Certo è, però, che la prestazione offerta contro la corazzata nerazzurra rappresenta un segnale importante lanciato dalla truppa giallorossa. Innanzitutto di totale condivisione e vicinanza al proprio tecnico che pure stava sulla graticola ed era a rischio esonero, visti i recenti rovesci. Non che adesso non lo sia più, ma la risposta data contro l'Inter fa capire che la squadra sta dalla parte di Marco Baroni.

Molto probabilmente il futuro del tecnico toscano si deciderà a Verona, ma già ieri pomeriggio è apparso evidente che, nonostante tutte le difficoltà iniziali e risultati che definire deludenti è un eufemismo, il gruppo resta aggrappato alla propria guida tecnica. Lo ha dimostrato dando segnali di ripresa, mettendo in mostra la capacità di rientrare in partita anche dopo il doppio cazzotto di Brozovic, assestato in rapida successione. Lì il Benevento ha avuto un sussulto d'orgoglio e ha provato a raddrizzare una gara diventata parecchio complicata già dopo i primi 20 minuti.

E per poco non ci è riuscito, grazie soprattutto a un grande D'Alessandro, autentico trascinatore della formazione giallorossa. Il suo rientro è stato prezioso per la squadra sannita: una stella abbagliante che ha indicato ai compagni la strada del rilancio. Il suo è stato un gran concerto: il gol che ha ridato fiato alle speranze dei sanniti, un palo colpito sul 2-1, ma pure giocate di alto valore tecnico, accompagnate alla sofferenza e alla fatica. È vero, il Benevento ha perso l'ennesima partita, ma almeno ha ritrovato un giocatore indispensabile. Uno che, nell'affannosa rincorsa alla salvezza, potrà fare la differenza.