Diciamolo subito: quattro reti di scarto sono eccessive per quello che si è visto in campo, ma questo non contribuisce a cambiare i giudizi su un Benevento sepolto da una pioggia di gol nel giorno della prima gara ufficiale della stagione. Al 'Vigorito' passa il Perugia con un poker che non ammette discussioni, che non lascia spazio a interpretazioni varie né il campo a giustificazioni di sorta. È una sconfitta senza attenuanti per la truppa di Baroni, una pesante debacle che fa suonare il primo vero campanello d'allarme, anche perché arriva a soli sette giorni dallo storico esordio in Serie A.

Niente alibi per un Benevento che, pur avendo galleggiato con dignità nella prima frazione di gioco, è poi affondato inesorabilmente nella ripresa, complice l'inferiorità numerica, certo, ma pure una condotta di gara imbarazzante. Ha perso male la formazione giallorossa, finendo per incassare quattro ceffoni devastanti perché inaspettati, perché arrivati da un avversario di categoria inferiore che, seppur ambizioso, non è ancora al completo. Insomma, il capitombolo di coppa lascia pochi motivi per restare sereni, tanti per riflettere.

Buona la prima mezzora di gioco, con la banda di Baroni che è scesa in campo mostrando corsa e orgoglio; ha messo fuori la faccia con disinvoltura, anche se ha difeso in maniera approssimativa; ha creato occasioni da gol, senza però riuscire a sfruttarle. Insomma, il Benevento sembrava in partita, almeno fino a quando non è arrivato il gol del vantaggio degli ospiti e, un minuto dopo, l'espulsione di Cataldi. Da quel momento in poi, i sanniti hanno smarrito le coordinate, finendo per arruffare gioco e lasciare campo ai rivali. Tanto è vero che, dopo il riposo, sono letteralmente crollati sotto i colpi di uno scatenato Cerri.

Baroni ha pure provato a cambiare l'inerzia della partita, ma la coperta corta non gli ha lasciato molti margini di manovra. È proprio questo l'aspetto più preoccupante: l'organico a disposizione del driver giallorosso al momento non è adatto per una squadra che culla ambizioni di salvezza in massima serie. E non è solo la partita di Tim Cup a seminare cattivi pensieri, a confondere l'orientamento, a far accavallare i dubbi e lasciare sensazioni negative. Certo, il Benevento di ieri non aiuta a stare tranquilli, ma l'idea di una squadra incompleta in ogni reparto si è fatta strada ormai da diverso tempo. La sconfitta di coppa impone un check rapido per capire come e dove intervenire: bisogna correre ai ripari e bisogna farlo in fretta, visto che alla gara con la Sampdoria mancano sette giorni e che fra poco più di due settimane calerà il sipario sulla sessione estiva di calciomercato.