La doverosa premessa è che fare un processo alle intenzioni o tentare di giudicare un mercato al 7 giugno è esercizio complesso e decisamente sconsigliabile. Però. Però c’è un mercato che pur essendo all’inizio manda segnali e quelli che coinvolgono il Bologna non sono certo incoraggianti. Già altre volte in questo spazio abbiamo parlato delle voci che riguardano i big della formazione rossoblù, ma è l’intero trend del mercato che dà l’idea di quale potenza pressoché nulla abbia il Bologna in questo momento: Casteldebole pare un supermercato delle occasioni, con i pezzi migliori in vetrina, e quando hai due giocatori in azzurro come Diamanti e Gilardino le offerte non tardano ad arrivare. Il tenore delle offerte però lascia pensare che il Bologna non sia ritenuto troppo credibile o comunque una bottega cara: i rossoblù per Diamanti – l’unico dei due azzurri di proprietà – vorrebbero 10 milioni, il primo approccio juventino è stato 3 milioni più Motta. Offerta quasi offensiva, ovviamente rifiutata, ma dà un’idea della considerazione generale.

Anche sull’affare Gilardino si addensano nubi minacciose, poiché il Bologna ha atteso troppo per la conferma e ora con il Genoa si stanno muovendo anche altre squadre, tra cui l’Inter. E, notizia delle ultime ore, su Diamanti è piovuto anche il Milan, che va ad unirsi a Juventus e Lazio. Venghino, signori, c’è posto. E dopo aver semi-perso Diego Perez (manca l’ufficialità, ma l’uruguagio e il suo staff continuano ad essere silenti) il rischio che il Bologna cada in un letale zero su tre di conferme dei propri big c’è. Il tutto mentre altre società sparano cifre più o meno alte per i loro giocatori migliori – i 15 milioni del Parma per Belfodil, giusto per rimanere su un giocatore che a Bologna conosciamo bene – trovando comunque chi ascolta e, a volte, accontenta. Quantomeno, c’è l’idea che altri interlocutori vengano considerati più credibili, in linea generale, nell’ambiente del calciomercato.

Fin qui le voci sulle uscite ma attenzione anche alle entrate: operazione potenzialmente interessante quella di Yaisien dal Paris Saint-Germain, poi una serie di giocatori sondati dal Bologna o col contratto in scadenza o liberabili con cifre irrisorie. In tempi di grande attenzione alle spese non è certo un demerito ma tante delle cosiddette medio-piccole stanno lavorando per piazzare qualche colpetto/investimento, in quel range dai 2 ai 4 milioni, mentre per il Bologna al momento una voce simile non c’è: qualche europeo poco conosciuto, alcuni giovanotti ma nessun baby dal pedigree già importante. Indizio di risorse al lumicino o semplice strategia? Lo dirà il prosieguo di un calciomercato che sarà lunghissimo (si chiude il 2 settembre alle ore 23) e che per i rossoblù si preannuncia anche in salita, almeno da questi primi segnali.