In un Milan che ha cambiato pelle, una delle certezze rispetto al passato sarà la presenza di Giacomo Bonaventura, pienamente recuperato dopo il grave infortunio della scorsa stagione e pronto a tornare protagonista con i colori rossoneri. Dal ritiro cinese di Guangzhou, alla vigilia della prima amichevole internazionale contro il Borussia Dortmund, il centrocampista marchigiano si è confessato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport: "Soprattutto, mi piacerebbe trovare un po’ di pace come posizione in campo", dice ridendo.

La vediamo dura. Intanto Montella il giorno del raduno ha fatto il suo nome a chi gli chiedeva un giocatore su cui puntare quest’anno.
"Le sue aspettative mi fanno piacere. Erano 7-8 anni che giocavo con continuità: ora spero di ritrovarla, perché se sto bene posso dare tanto".

Cosa passa per la testa di un giocatore che resta fuori così a lungo?
"Mi sono ritrovato spaesato, in certi momenti facevo fatica anche a vedere le partite, ci sono state volte in cui non sono nemmeno andato allo stadio. E’ una brutta sensazione di impotenza, una sofferenza mentale dalla quale però, quando finisce, esci fortificato".

Ci racconti allora la sua esperienza da "osservatore" obbligato.
"E’ stato un crescendo. Prima il ritorno in Europa, poi l’arrivo di tutti questi grandi giocatori. Direi che questa è una rosa da vertice e soprattutto c’è una grande differenza con le ultime estati: negli anni scorsi le stagioni ricominciavano fra mille dubbi, stavolta no".

Dunque un cambiamento drastico era inevitabile?
"Visti i piazzamenti degli ultimi anni, che non hanno rispecchiato le ambizioni e il valore del Milan, era logico cambiare un po’ drasticamente. Di certo chi c’era poteva fare di più. Sento parlare spesso della mancanza di uno zoccolo duro nello spogliatoio e concetti simili. Balle: la verità è che se siamo arrivati sesti o settimi è perché la rosa era da sesto o settimo posto. Lo scorso campionato, ad esempio, abbiamo pagato i tanti giovani: non puoi pretendere continuità di rendimento da giocatori con età così bassa".

Ora però lei parla di rosa da vertice: si spieghi meglio.
"Per vertice intendo chiudere fra le prime quattro. Non parlavo di scudetto. A oggi è ancora esagerato, confrontando la composizione delle rose, e poi c’è l’Europa League che porta via molte energie".

L’anno scorso aveva detto che in caso di Europa League, avreste dovuto affrontarla molto seriamente.
"Ovvio. E’ da giocarla per arrivare fino in fondo. All’inizio magari non è molto affascinante, ma dopo la coppa diventa decisamente bella".

Il Milan ha la struttura per candidarsi fra le potenziali vincitrici?
"Posso solo dire che non mi era mai capitato di assistere a un’estate del genere. Sono stati acquistati giocatori che a inizio mercato magari pensi “sarebbe bello arrivassero...”. Beh, sono arrivati davvero".

Immaginiamo che per esempio si riferisca a Bonucci.
"Certo. Leo è un vincente, un perno della Nazionale, il suo arrivo è una cosa fantastica, non pensavo potesse venire sul serio. Per come lo conosco io, col suo carattere sarà molto utile in uno spogliatoio che arriva da anni tribolati, è destinato a diventare un punto di riferimento".

Pare potrebbe venirgli affidata subito la fascia.
"Deciderà Montella. Comunque capitani dobbiamo esserlo un po’ tutti, e poi un gruppo in cuor suo sa chi è il vero leader".

A proposito di leader: siete passati da Berlusconi a Mister Li.
"Berlusconi non posso che ringraziarlo per quanto ci ha trasmesso, ho grande affetto per lui. Purtroppo gli ultimi anni sono stati la fine di un ciclo. Con la nuova proprietà siamo ripartiti verso l’alto, ci sono entusiasmo e investimenti. Direi che, anche se per ora si può affermare solo in teoria, stiamo tornando grandi".

E Montella è il filo conduttore.
"Il suo rinnovo ci permette di continuare il ciclo. Finalmente. Negli ultimi anni abbiamo cambiato tanti allenatori e tanti sistemi di gioco, mentre con lui i principi sono sempre gli stessi. Sono certezze che aiutano i giocatori: se hai uno spartito preciso, rendi meglio".

Però quest’anno si sta affacciando la difesa a tre.
"E’ una soluzione che mi piace perché hai tante linee di passaggio e difendi meglio".

Se però fosse 3-5-2, verrebbe a mancare una certa coppia di esterni, composta da Bonaventura e Suso. Le dice niente?
"Jesus è un ragazzo molto positivo, dice poche parole e fa i fatti. Ha grandi qualità ed è piacevole condividere lo spogliatoio con lui. Credo possa trovare un accordo al più presto, sono contento che resti".

Fra i nuovi c’è Calhanoglu: un po’ la preoccupa?
"Lo conoscevo per le sue punizioni incredibili, gli ruberò qualche segreto. Mi somiglia un po’, ha qualità da numero 10. Vedremo: quando si alza il tasso tecnico della squadra, la selezione la fa il campo. E poi chi c’è già e vede arrivare gente forte, non può che esserne stimolato. L’allenatore si confronta tutti i giorni con la dirigenza sul mercato in entrata e quindi sono tranquillo: stanno arrivando tutti giocatori di esperienza e personalità. Io comunque, pur senza strafare, vorrei andare al Mondiale in Russia".

Assieme a Donnarumma...
"Gigio si è ritrovato in una centrifuga esagerata. Per come la vedo io, se prima gli si perdonava tutto, adesso verrà trattato come uno da cui ci si aspetta tanto. Inutile scandalizzarsi per i milioni dell’ingaggio: le cifre le fa il mercato".

E i procuratori.
"Fanno il loro mestiere. Se uno è bravo a ottenere certe condizioni, fa solo il proprio lavoro. E poi gli affari si fanno in due...".