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  • Bresciamania:| Traditi dalla difesa

    Bresciamania:| Traditi dalla difesa

    Traditi dalla difesa. Traditi da quel reparto che doveva dare per tutta la stagione stabilità e concretezza. La sfida salvezza di Marassi con la Sampdoria ha evidenziato il vero tallone d'Achille della squadra di Beppe Iachini: l'attacco segna, la difesa fa acqua. E sul banco degli imputati, per una gara che le rondinelle potevano e dovevano vincere, salgono senza appello Francesco Bega e Jonathan Zebina. Non due esordienti ma difensori di lungo corso, giocatori di una certa esperienza. Due errori imperdonabili che probabilmente hanno messo fine alle speranze salvezza del Brescia, che ora può appellarsi solo ed esclusivamente a qualche santo che forse nemmeno esiste. Più si vedono e si rivedono il gol del primo pareggio della Samp firmato da Pozzi e dell'ultimo, quello dell'ex Mannini a pochi secondi dalla fine per il 3-3 definitivo, più ci si arrabbia e ci si chiede il perchè. Il perchè di un pareggio che grida vendetta, di un punto che doveva valerne tre, di una vittoria che a pochi secondi dalla fine significava una più che probabile salvezza.

    Perchè uno come Francesco Bega, che in carriera ha vissuto promozioni e salvezze, non chiude su una palla a pochi centimetri dalla linea di fondo campo permettendo un cross a Biabiany che vale il pari di Pozzi. Perchè non far sfilare la palla, perchè non andare al contrasto, perchè al massimo non concedere il corner. Perchè un campione come Zebina si fa bere come un 'crodino all'ora di cena' da Mannini, abboccando come un pesce ad una finta normalissima, concedendogli il fianco e permettendo al giocatore della Samp di mettersi la palla sul piede giusto per calciare a rete. Perchè non aspettare, temporeggiare, al massimo stenderlo per un rigore con la probabilità divisa al 50% tra poterlo segnare o sbagliarlo. Perchè non fare una mossa che potesse almeno apparire come un gesto verso la squadra. Tutto fuorchè l'essere passivi. Non può essere un problema fisico. Non può essere una questione di gambe. Il vero problema è di testa.

    Troppo spesso in stagione si è criticata la fase offensiva. Diamanti prima, Caracciolo poi e Eder nel mezzo, sono stati spesso presi di mira per un gol che faticava ad arrivare. Domenica al Marassi tutti e tre in rete nella partita che valeva una stagione: nulla da poter recriminare. Ma nel calcio se non si fa gol al massimo si pareggia, se si prende gol spesso si perde. E così è stato ieri. La partita con la Samp è lo specchio della stagione del Brescia, una stagione vissuta troppo spesso tra le amnesie difensive dell'uno e dell'altro difensore. Basti citare due gare come esempio e il quadro è chiaro: l'errore di Zebina contro il Cesena e il buco di Bega e Berardi nel pareggio di Munari con il Lecce al 'Rigamonti'. Due esempi, ma ce ne sarebbero tanti altri. Forse gettare la croce solo sulla difesa è sbagliato, ma il calcio vive di episodi e gli episodi negativi della fase difensiva a Marassi sono pesati come macigni. L'unica consolazione è che la matematica ancora non condanna. Serve il miracolo sportivo, ma le giornate dal termine tutto fanno presagire fuorchè una salvezza.  

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