Paolo Pancrazio Faragò, centrocampista del Cagliari, ha parlato del suo momento ai microfoni di gianlucadimarzio.com: "La fiducia viene giocando, facendo buone partite e giocate utili alla squadra. La prestazione, ovviamente, mi condiziona psicologicamente e adesso riesco ad allenarmi e a presentarmi alla partita con più serenità, a vivere meglio il quotidiano. C'è stato un momento buio e da casa erano preoccupati per me, questo mese fortunato ha restituito il sorriso anche a loro: è stata una liberazione. Io sono un diesel: anche a Novara ho avuto un rendimento simile all'inizio e il mio agente mi ha sempre incoraggiato, ha sempre creduto in me. Analizzando le cose dall'esterno è riuscito a inquadrare bene la situazione, ricordandomi che anche agli inizi di carriera ci ho messo un po' a carburare. Probabilmente è un mio modo di adattarmi ai cambiamenti, ho bisogno di un po' di tempo. Ultimamente ho fatto delle buone prestazioni e i tifosi hanno apprezzato: mi fa un immenso piacere. Ma io ce l'ho messa tutta anche quando le cose non andavano, il calcio va così. Un gol e un assist possono radicalmente cambiare il giudizio su un calciatore. Ma non ho fatto ancora nulla, devo rimanere con i piedi per terra. Adesso, però, sono felice per gli apprezzamenti e la stima dei tifosi, ma è solo un punto di partenza: voglio guadagnarmeli in ogni partita. Sia gol che assist ti fanno vivere emozioni speciali, finalizzano gli sforzi dei compagni, sono determinanti per l'obiettivo di squadra, fare punti. È chiaro che segnare ti dà una gioia incontenibile, per qualche secondo ti senti in un'altra dimensione, ti permette di scaricare l'adrenalina. Ma a fine partita conta poco se non raggiungi il risultato, e non c'è gioia più grande di vedere i tifosi felici".