Altro ko, il terzo di fila per il Cagliari di Massimo Rastelli. Dopo le sconfitte interne contro Sassuolo e Chievo Verona, i rossoblù devono arrendersi anche allo strapotere tecnico e tattico del Napoli di Sarri, che al San Paolo ha surclassato gli isolani con un secco 3-0, dominando in lungo e in largo per tutto l'arco dei 90 minuti. Una partita a senso unico, che ha messo a nudo tutte le difficoltà del Cagliari in fase di costruzione del gioco ma - soprattutto - in fase difensiva. La pesante debacle in terra campana, seppur contro un avversario sulla carta di un altro pianeta, può lasciare strascichi pesanti in casa rossoblù: il presidente Giulini non ha preso bene l'ennesimo stop e ha revocato tutti i permessi ai propri calciatori. Dopo il rientro in Sardegna di ieri sera, infatti, la squadra si è chiusa al centro sportivo di Asseminello dove già stamattina si è allenata. Un segnale chiaro e forte, rivolto più che altro alla squadra e non all'allenatore che - per il momento - viene confermato senza se e senza ma sulla panchina rossoblù.

Uno dei problemi riemersi nella sfida del San Paolo è la carenza strutturale nell'organico di Rastelli. Su tutti, un piccolo approfondimento lo meritano i laterali difensivi, perlopiù adattati in ruoli non propri. A partire da Padoin, che in carriera ha sì ricoperto più volte la posizione di terzino destro, ma dà quasi sempre l'impressione di essere un pesce fuor d'acqua. Sull'altra corsia si sono alternati il giovane Miangue (ancora troppo acerbo per calcare i campi di Serie A da titolare) e Capuano, con quest'ultimo che nasce come centrale difensivo e questo spesso si nota in alcuni frangenti dell'incontro. La coperta è corta, tanto che a destra il tecnico di Torre del Greco ha spesso utilizzato Faragò, tutt'altro che un esterno basso di difesa. E va der Wiel? L'olandese adesso è un vero e proprio caso. In estate ci eravamo esposti, dicendo che sarebbe stato il colpo da novanta nel mercato del Cagliari. Ne siamo ancora certi, se non fosse che l'ex Fenerbahce non ha ancora messo piede in campo. Neppure in panchina, a onor del vero. Il classe '88 è approdato in Sardegna con una distorsione alla caviglia che - stando a quanto filtrato inizialmente - ne avrebbe rallentato l'inserimento in squadra nei primi allenamenti. Ma quando siamo giunti al 2 ottobre, dopo ben sette turni di campionato, diventa inevitabile porsi qualche domanda a riguardo. La sosta per le nazionali arriva al momento giusto, perché permette agli uomini di Rastelli di ricaricare le pile, lavorare sugli aspetti da correggere e ritrovare quei giocatori che non sono al top della forma. Su tutti proprio van der Wiel, che da oggetto misterioso potrebbe diventare un'arma importante nella corsia destra della formazione isolana. E poi servirà rispolverare i risultati positivi, perché i punti e le vittorie sono le fonti primarie per un percorso tranquillo e lontano dalle critiche.