L’ex allenatore del Milan e della Nazionale, Arrigo Sacchi, è intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli, rilasciando alcune dichiarazioni: “Maradona era l’avversario che tutti volevano veder giocare, ma che nessuno voleva affrontare. Nel mio Milan tutti sapevano che il calciatore più grande di tutti giocava nel Napoli. Diego era l’emblema del calcio perché era l’individualista che si sacrificava di più per tutta la squadra. Era una mezza punta che all’occorrenza si trasformava in un terzino arcigno capace di marcare i grandi del Real Madrid in un muto Santiago Bernabeu. Ricordo un Milan-Napoli, in cui i miei calciatori riuscirono ad arginare gli azzurri per un tempo; rientrato nello spogliatoio dissi ai ragazzi che Maradona ci aveva perdonato per 45 minuti, quindi ci toccava segnare prima che lo facesse lui. E quando segnò, io e Ramaccioni ci guardammo increduli perché fino a quel momento avevamo dominato in lungo ed il largo. Berlusconi era innamorato di Maradona e voleva a tutti i costi portarlo in rossonero, ma anche il Presidente sapeva che mai nessuno avrebbe potuto strapparlo al Napoli. Faccio i miei più sentiti auguri al Dieci più grande della storia del calcio, gli auguro tanta serenità e felicità. Lo ricordo sempre anche per la sua grande generosità e umanità. Cassano? Preferisco non commentare”.