Quello di M'Baye Niang, attaccante che il Milan ha deciso di mettere sul mercato dopo l'ennesimo tentativo a vuoto di recupero dal punto di vista tecnica, è solo l'ultimo caso di ribellione di un calciatore nel corso dell'estate. "Ben" consigliati da consulenti che hanno compreso come sia diventato sin troppo facile ricattare le società pur di ottenere migliori condizioni contrattuali, spesso altrove, molte delle stelle della Serie A e non solo hanno deciso di elevare il livello dello scontro. Il certificato medico per "stress", "depressione" o "turbamento da mercato" è solamente l'ultimo stadio di un mondo diventato senza regole.

EFFETTO BOSMANLa sentenza Bosman del 1996, arrivata dopo un lungo percorso che vedeva i giocatori reclamare maggiori libertà dopo un'epoca in cui le società erano padrone dei loro cartellini e potevano deciderne i destini anche contro le loro volontà, ha creato l'effetto opposto. Il coltello dalla parte del manico ora è passato nelle mani dei calciatori e di un manipolo di agenti senza scrupoli, disposti a tutti pur di ottenere i loro scopi. Difficile però dargli torto fino in fondo, se a impedire questa degenerazione dei comportamenti hanno contribuito in maniera decisiva proprio i club.

LA COLPA DEI CLUB - Con stipendi assolutamente fuori controllo, frutto di un andamento del mercato "drogato" proprio dalle ipervalutazioni date dai magnati che, in Italia e all'estero, hanno iniziato a immettere somme spropositate di denaro per assicurarsi i migliori giocatori del mondo. E che dire poi di quei presidenti e/o dirigenti che, di fronte a tesserati che decidono legittimamente di non rinnovare contratti a un anno della scadenza, mettono in atto comportamenti addirittura vessatori che sfiorano il mobbing? Della serie, nel calcio chi è senza peccato scagli la prima pietra... Dopo i troppi casi di questa estate (da Bernardeschi a Keita, passando per Kalinic e Spinazzola, per citare alcuni esempi), è il momento di fissare regole certe di comportamento, magari attraverso l'inserimento di clausole che tutelino tutte le parti in causa. Professionalismo e professionalità, bastano due parole.