Mauro Icardi è una persona e un calciatore ambizioso, come ogni atleta e professionista di questo mondo. Ambisce a guadagnare sempre di più, perchè 86 gol realizzati in 4 stagioni quasi complete sono tanti e perchè ha dimostrato di avere qualità da centravanti d'area di rigori come pochi altri in giro per l'Europa. L'interrogativo che è lecito porsi, a 5 anni dal suo approdo all'Inter, è se l'argentino sia così ambizioso e "furbo" nel comprendere che per lui sia arrivato il momento di rimettersi in discussione in un altro contesto, possibilmente più competitivo. La forza dei grandi campioni è quella di alzare l'asticella tutte le volte che è stato raggiunto un obiettivo, di provare continuamente a cercare di superare i propri limiti e di non adagiarsi su quello che si è fatto in passato.

ICARDI MERITA DI PIU' - Icardi ha ampiamente dimostrato di essere uno straordinario finalizzatore del lavoro fatto dal resto della squadra, ma l'Inter inizia a essere una dimensione troppo stretta per un calciatore che a 25 anni si avvia a intraprendere la parentesi più importante della sua carriera, quella della maturità. Da troppi anni la formazione nerazzurra è in un limbo, incapace di emergere da uno status di mediocrità; gli investimenti non sono mancati, eppure la Champions League è stata per troppi anni una chimera inseguita invano e che anche quest'anno potrebbe sfumare al fotofinish. E' dal 2012 che l'Inter non partecipa alla competizione europea più importante, un dato difficile da accettare considerando il blasone e il passato del club.

I SOLDI NON BASTANO - Icardi ha fatto tutto in questo lasso di tempo per meritarsi una ribalta più prestigiosa, per essere un abituale frequentatore della Champions e delle partite internazionali dell'Argentina, che al momento non lo contempla tra i papabili partecipanti al prossimo Mondiale. La sensazione suscitata sino ad oggi dall'attaccante rosarino è di aver sbandierato a momenti alterni l'interesse di importanti società straniere per strappare condizioni economiche migliori all'Inter, di cui è il punto di riferimento principale e non uno dei tanti. A 25 anni è però giunto il momento di abbandonare la zona di confort e dimostrare di poter diventare davvero grande.