Numeri impietosi, che non ammettono repliche. Da qualsiasi parte lo si guardi, questo Milan non funziona e i dati che stanno lì ad evidenziarlo sono numerosi. La mancanza di intesa tra i pochi reduci della passata stagione e i nuovi arrivati e la totale assenza di qualsiasi tipo di automatismo di gioco ha avuto effetti dirompenti soprattutto sulla fase difensiva della formazione rossonera. Sono già 13 i gol incassati nelle prime 8 giornate, a cui vanno aggiunti i 3 in 2 match della fase a gironi di Europa League. E il tanto agognato passaggio alla difesa a 3 per favorire teoricamente Leonardo Bonucci ha finito per generare più dubbi che certezze. Il calciatore della Nazionale attraversa una fase involutiva che sembra non arrestarsi e che ha finito per condizionare in negativo anche le prestazioni Musacchio e Romagnoli nelle ultime uscite.

ERA MEGLIO A 4? - Fino al tracollo sul campo della Lazio alla terza giornata, con una linea a 4, il Milan aveva subito 5 gol, 4 dei quali proprio contro i biancocelesti, ma la decisione immediatamente successiva di provare a sfruttare le qualità in impostazione dell'ex giocatore della Juventus e contemporaneamente la spinta dei due esterni (Rodriguez da una parte, a turno Calabria, Abate e Borini al posto dell'ipotetico titolare Conti) non ha prodotto benefici. Nei 5 turni di campionato post-Lazio la squadra di Montella ha dovuto raccogliere il pallone nella propria porta in altre 8 occasioni, mantenendo l'imbattibilità solo nel match casalingo con la Spal. Numeri preoccupanti che, se paragonati a quelli collezionati nel passato recente, offrono prospettive molto inquietanti su quello che sarà l'andamento del Milan nel corso di questa stagione.

LE COLPE DI MONTELLA - Soltanto nel campionato 2015/2016, iniziato da Mihajlovic e concluso da Brocchi al settimo posto, i rossoneri fecero peggio, con 14 reti subite nelle prime 8 partite; 13 furono quelli nella prima parte della Serie A 2013/2014, che coincise con l'esonero di Massimiliano Allegri a gennaio per fare spazio a Seedorf e portò in dote un ottavo posto. Senza andare troppo indietro con la memoria (dal 2002/2003 al 2010/2011, ossia dalla prima stagione dall'inizio di Ancelotti fino all'ultimo scudetto, con Allegri in panchina), il Milan che vinceva o che era comunque protagonista fino al termine della stagione non aveva mai toccato la doppia cifra delle reti incassate. Difesa a 3 o a 4, le cifre condannano la fase difensiva rossonera e chiamano pesantemente in causa Vincenzo Montella (che lo scorso anno arrivò a 11 gol subiti nelle prime 8), incapace sin qui di fornire un'identità di gioco alla sua squadra e di correggere i difetti strutturali di una rosa sulla quale ha avuto la possibilità di lavorare per ben 2 mesi in precampionato.