La "Masia" del Barcellona, il settore giovanile di uno dei club più famosi al mondo, è da considerarsi "patrimonio dell'umanità": non solo grazie a giocatori del calibro Lionel Messi, Andres Iniesta o Xavi Hernandez,  ma per una filosofia di calcio e di vita che non smette mai di consentire di sfornare talenti pronti per conquistare il mondo del calcio. La Cantera blaugrana si è imposta in tutto il globo infatti, più che per i risultati raggiunti, per la capacità di produrre giovani talenti e per uno stile o modello di gioco ben riconoscibile, improntato sul possesso palla e sulla tecnica degli interpreti. Ma purtroppo non tutto è sempre filato liscio: per tanti giovani che ce l'hanno fatta e si sono imposti, c'è anche qualcuno che è finito "in rovina" e rischia di rimanere addirittura senza lavoro.

DAL FREESTYLE AL DEBUTTO DA PROFESSIONISTA - E' purtroppo questo il caso di Joan Isaac Cuenca López, meglio conosciuto come Isaac Cuenca, ex talento catalano nato a Reus, nella provincia di Tarragona, durante il 1991. Cuenca non nasce come vero e proprio calciatore a undici: prima di diventare professionista era infatti un freestyler, che amava esibirsi nelle piazze catalane in tipologie di palleggio complesse, acrobatiche, visivamente spettacolari e molto tecniche, derivanti dal calcio di strada. Il Barcellona lo nota nel 2003, quando Isaac ha appena 12 anni, dopo che dai 10 aveva fatto parte delle giovanili dell'Espanyol, il quale aveva poi scelto di lasciarlo libero. Ala veloce e dal gran senso del gol, dopo due stagioni in blaugrana, nelle quali si fa notare per le proprie capacità tecniche, a 14 anni torna al Reus, squadra della cittadina natale, prima di fare ritorno nella Masia e approdare fino al Barcellona B, in Segunda Division. Il debutto professionistico arriva a 19 anni, nel 2010, nel Sabadell, squadra della Catalogna nella quale si trova in prestito in quell'anno, militante nella Terza Divisione spagnola e con cui centra la promozione in Segunda, contribuendo con 28 gare disputate e 4 reti. 

LA STIMA DI GUARDIOLA, L'ESORDIO IN CHAMPIONS E IL MONDIALE PER CLUB - Sembra l'inizio del sogno: l'anno dopo Pep Guardiola, tecnico della prima squadra, lo convoca per il ritiro estivo, tanto da debuttare con la maglia blaugrana nell'amichevole contro l'Hajduk Split. Tra il 2011 e il 2013 si divide tra Barcellona B e prima squadra, mettendo a referto 22 presenze e 4 reti. Arriva l'esordio in Champions contro il Viktoria Plzen, da subentrato al posto di David Villa, e anche nella Liga, contro il Granada, una settimana prima della prima rete in prima squadra, sempre nella massima divisione spagnola contro il Maiorca. Non solo: sempre in quella stagione vince i primi trofe da prof, la Coppa del Mondo per club, in Giappone, scendendo in campo nella semifinale contro i qatarioti dell'Al Sadd, e la Coppa del Re, dopo aver sconfitto in finale l'Athletic Bilbao. Un'annata da urlo, nella quale mette a segno anche la prima doppietta della sua carriera. 

DALL'AJAX ALL'HAPOEL BEER SHEVA: IL DECLINO DI UNA PROMESSA. E IL CHIEVO... - Le insidie sono però dietro l'angolo: prima arriva il poco proficuo prestito all'Ajax, dove è atteso con grandi aspettative ma viene impiegato pochissimo; poi il rientro a Barcellona, dove viene messo fuori squadra, tanto  che a fine anno decide di rescindere il proprio contratto con i blaugrana. E' l'inizio del pellegrinaggio che lo porterà prima al Deportivo La Coruna, dove disputa comunque una stagione dignitosa nella quale centra la salvezza, poi in Turchia, al Bursaspor, dove non si ambienta assolutamente tanto da rescindere il contratto dopo appena cinque mesi, poi ancora in patria, al Granada dei Pozzo, dove prova a rilanciarsi con due buone annate, e infine, dopo un interessamento anche da parte del Chievo Verona, in Israele, nell'Hapoel Beer Sheva, club ben noto soprattutto ai tifosi dell'Inter per l'eliminazione dall'Europa League dell'anno scorso, dove approda all'inizio di questa stagione. 

CUENCA OGGI - Anche in Israele però le cose non vanno bene, tanto che il contratto con l'Hapoel viene risolto a inizio 2018: una situazione incredibile per un calciatore che ha militato nel Barcellona e nella nazionale Under 21 spagnola. Ora Isaac Cuenca è disperato, tanto che al momento è rimasto disoccupato: alla ricerca di squadra, spera di trovare qualcuno che creda ancora in lui e lo riporti ai fasti del passato, ma non sarà semplice. L'ennesima storia che ci conferma come nel mondo del calcio non sia "tutto oro quel che luccica". Compagni ai tempi del Barcellona B del calibro di Montoya, Bartra, Tello, Sergi Roberto, Deulofeu e Rafinha ce l'hanno fatta, seppur con le rispettive difficoltà: ora tocca a Cuenca. 

@AleDigio89