Alvaro Morata, attaccante del Chelsea, parla a Movastar del suo passato e del suo futuro: "Iniziai a giocare nell'Atletico, poi un giorno mi resi conto che non mi divertivo più giocando a calcio. Non giocavo e non avevo un bel rapporto con i compagni, per questo volevo andarmene. Poi una stagione sono cresciuto in un sol colpo di 25 centimetri e ho iniziato ad avere problemi perché il mio gioco si basava tutto sulla velocità. Quello fu un periodo complicato per me. Mourinho? Fu lui a farmi firmare il mio primo contratto importante col Real Madrid. Un giorno dopo un brutto allenamento mi chiamò e mi disse: 'Se ti andrà bene nella vita potresti anche non lavorare, ma ora devi scegliere dove vuoi arrivare e impegnarti per raggiungere l'obiettivo'. L'addio al Real? Io non avevo chiesto di essere titolare al Real, so che lì ci sono giocatori di un altro pianeta. Ma in fondo non avevo giocato nessuna gara di Champions dopo la fase a gironi, nessuna gara col Barcellona, con l'Atletico o col Valencia... Mi sarebbe piaciuto giocare ancora nel Real, ma per una questione di circostanze non è stato possibile e quindi la vita va avanti".