E’ una Pasqua agrodolce per il Chievo, sconfitto in trasferta contro un Sassuolo praticamente salvo e che col minimo sforzo è passato di rigore al Mapei Stadium. Al di là della sconfitta, che non incide particolarmente sulla classifica perché mantiene il Chievo a 6 punti di distacco dal quart’ultimo posto (occupato dall’Atalanta) e si tiene ben distante dal Cesena (terzultimo) a 10 punti, sono alcuni numeri della classifica che mettono in luce alcuni limiti della squadra. In un campionato più che positivo, ma che vedrà il Chievo impegnato da qui in avanti in almeno 3 scontri diretti su 5 partite che definiranno per il meglio la stagione.

C’è da dire intanto che la squadra di Maran è riuscita anche in un campo ostico come quello di Sassuolo a rimanere in palla per almeno un’ora, trovandosi pure in vantaggio numerico per l’espulsione di Peluso ad inizio ripresa, creando anche un paio di opportunità ghiotte che Paloschi e Botta non sono riusciti nel finale a capitalizzare. Un limite, verrebbe da dire, che non deve prescindere dalla grinta e dalla compattezza di una squadra che ha il pregio di essere dall’altro una saracinesca dalla metà campo in su: la terza migliore difesa in Serie A da quando c’è Maran. Ma va a contrapporsi a limiti individuali che non premiano la fase offensiva: peggiore attacco della Serie A con solo 21 gol (il Parma ne ha fatti 22), numeri che si impoveriscono maggiormente soprattutto fuori dalle mura amiche. In un pomeriggio come quello di Sassuolo succede, quindi, che se non riesci a sfruttare le poche azioni da gol create da Paloschi e compagni, difficilmente puoi pensare di ottenere sempre preziosi punti.

In più il nono gol stagionale di Berardi coincide con uno stop del Chievo dopo quattro turni consecutivi (2 vittorie e 2 pareggi) e ponendo fine all’imbattibilità di Bizzarri. Un’imbattibilità che durava da oltre 410’. Meglio di lui al Chievo soltanto Puggioni (480’ nella scorsa stagione) e Lupatelli (435’ nel 2004-04). Record che danno l’esatto disegno di come il Chievo sia per questo anche croce e delizia di se stessa.

Un fortino difensivo che sta comunque regalando 8 punti in più rispetto all’anno scorso, con un cambio decisivo in panchina in corsa e altrettanti numeri curiosi che rendono questa stagione 2014-15 davvero speciale. Calendario alla mano saranno le gare interne al Bentegodi da qui a inizio maggio (Udinese, Cagliari, Verona) a garantire quei punti d’oro che permetteranno l' aritmetica certezza di rimanere in Serie A.

Certo è che anche la Pasqua ha regalato dagli altri campi alcune sorprese che sono servite allo stesso Chievo per respirare, come le sconfitte interne di Atalanta e Cagliari. Ma con una difesa così rimane difficile non salvarsi.

Bravo Maran.