Un nuovo scandalo scuote il mondo del ciclismo. L'Uci ha infatti annunciato che Chris Froome, vincitore di quattro Tour de France e una Vuelta di Spagna, è stato trovato positivo al salbutamolo (un broncodilatatore). Il test antidoping è stato effettuato proprio durante la corsa spagnola il 7 settembre scorso, dopo la 18esima tappa che andava da Suances a Santo Toribio de Liebana. La sostanza incriminata sarebbe dovuta a un farmaco contro l'asma che il ciclista del Team Sky assume da tempo, ma la concentrazione nelle urine è superiore ai limiti consentiti. Se per il britannico dovesse arrivare una squalifica, Vincenzo Nibali si vedrebbe assegnare la Vuelta 2017, dato che lo Squalo si è posizionato al secondo posto sul podio di Madrid.

LA DIFESA - Froome ha subito commentato la notizia: "È noto che soffro d'asma e conosco perfettamente quali sono le regole. Su consiglio del medico ho incrementato i dosaggi di salbutamolo, ma sempre prestando grande attenzione a non superare i limiti, prendo molto sul serio la posizione di leadership che occupo nel mio sport. L'Uci ha ragione a esaminare i risultati dei test e insieme alla squadra fornirò tutte le informazioni necessarie". Anche il Team Sky ha diffuso un comunicato in cui difende il ciclista: "Chris soffre d'asma sin dall'infanzia e usa un farmaco molto comune, il salbutamolo, per prevenire e curare i sintomi dell'asma da sforzo. Si tratta di un farmaco permesso dalle regole della Wada. I sintomi dell'asma nell'ultima settimana della Vuelta si sono intensificati e, su suggerimento del medico, Froome ha aumentato il dosaggio di salbutamolo, pur rimanendo nei limiti". 

NIBALI - Il campione italiano Vincenzo Nibali ha dichiarato all'Ansa: "Oggi non è un grande giorno per il ciclismo, così come non lo è per lui. Non entro nel merito della vicenda, voglio aspettare correttamente le conclusioni".