"Di solito non segno molto" diceva lo scorso anno dopo la rete, decisiva, contro l'Olbia in Lega Pro. E in effetti quello fu l'unico gol in campionato di Michele Cavion. 5 assist, 3 in una sola partita contro il Pontedera, ma solo una rete. Poco, troppo poco per quello che veniva considerato, in maglia bianconera, l'erede di Marchisio, l'erede del Principino della Juventus. Cavion, in questa stagione, s'è fatto Piccolo Principe: 4 gol in campionato con la Cremonese; il primo contro la Pro Vercelli, alla terza di campionato, con una splendida mezza rovesciata, l'ultimo oggi, contro il Parma re del mercato, al 90esimo. Il numero 8 grigiorosso, mezzala di corsa, tecnica e inserimento nel 4-3-1-2 di Tesser, continua a crescere. E la Serie A se ne sta accorgendo

DA SARRI ALLA JUVE - Nato a Schio l'8 dicembre del 1994, ha iniziato a tirare calci a un pallone con la maglia del Concordia Schio, prima di passare al Siggi Santissima Trinità Schio e al Thiene, e fare, poi, il grande passo: Vicenza. Il calcio, quello vero, verissimo, che purtroppo sta scomparendo: 9 anni di settore giovanile, il debutto in Serie B contro l'Empoli di Sarri il 15 dicembre del 2012, e a gennaio 2013 la Juve. 6 mesi di Primavera agli ordini di Baroni, una Coppa Italia di categoria vinta e qualche allenamento con la Prima Squadra a seguire i dettami di Antonio Conte. Poi, il classico giro di prestiti al quale molti giovani sono costretti per diventare veri giocatori: Reggiana, Feralpi Salò, Carrarese e Cremonese. E lì, a Cremona, il salto di qualità: la Juve lo molla, il club lombardo no e gli fa firmare un contratto sino al 2020. E ora...

CHIEVO E BOLOGNA - Ci sono due squadre, in particolare, che lo stanno osservando: il Chievo Verona di Rolando Maran e il Bologna di Roberto Donadoni, con i rossoblù che stanno facendo sul serio, pronti a bloccarlo in vista dell'estate. Nel frattempo Cavion continua a colpire, con la 8 sulle spalle e la maglia grigiorossa cucita addoso. Il Piccolo Principe cresce, il girovagare in prestito è solo un ricord. Del resto sa benissimo che, come scriveva Antoine de Saint-Exupéry  "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante".