E se a un tratto vi chiedessero qual è la differenza tra 4-3-3 e 4-1-4-1? Sareste presi dalla tentazione di rispondere che in fin dei conti cambia poco o nulla, che son tutte formule vuote, e magari aggiungereste scocciati che si tratta pur sempre della stessa identica roba spacciata nel secondo caso per una novità alla moda. Tutto sto brontolio quando basterebbe confrontare il Napoli di Sarri col Manchester City di Guardiola. Basterebbe, ad esempio, guardare la partita di stasera. Infatti questa sera non si incontrano soltanto le due squadre che hanno segnato di più, al momento, in Europa (il City, ricordiamo, è in vantaggio di due gol sui 26 del Napoli), non si incontrano soltanto due squadre che amano il palleggio e lo spettacolo, gli allenatori delle quali si stimano a vicenda; si incontrano il 4-3-3 e il 4-1-4-1, il Sarrismo e il Guardiolismo, o per alcuni, l’allievo e il maestro. Ma chi dei due oggi è il maestro, se Guardiola afferma “mi piace molto vedere il Napoli, c’è sempre qualcosa da imparare”? Lascio stabilire a voi se questa è l’umiltà dei grandi o il non plus ultra di falsa modestia esibito da chi ha appena rifilato 7 gol allo Stoke, 5 al Crystal Palace, 6 al Watford, 5 al Liverpool, oltre ad aver vinto col Chelsea di Conte, il tutto nelle ultime cinque giornate di Premier. Per tacere del primo posto nel Gruppo F, che è poi quello anche del Napoli, con tanto di poker al Feyenoord. Ma torniamo ai moduli..

IL 4-3-3 DI SARRI – Una delle caratteristiche principali della fase offensiva del Napoli è ben  rappresentata dall’immagine qui sotto. L’azione è tratta dall’anticipo di sabato sera disputato all’Olimpico.     

 

Nel 4-3-3 di Sarri gioca un ruolo fondamentale il posizionamento tra le linee di Hamsik. La mezzala sinistra si alza quasi a ridosso di Mertens e Insigne. Per dialogare con loro nello stretto o come in questo caso per pescarli oltre la linea dei difensori con un lob (o un filtrante). Notate Allan, l’altra mezzala, l’altro piatto della bilancia (l’italianissimo “se uno va, l’altro si ferma”). Albiol intanto è salito ad impostare, così Jorginho si apre leggermente a protezione dello slovacco. E Ghoulam? Ghoulam è pronto a scendere in fascia, all’occorrenza. Numero di giocatori coinvolti nella verticalizzazione: 4 +1 largo largo (Hamsik, Mertens, Insigne, Callejon + Ghoulam). Sotto, nell’azione del gol, Allan ha ancora la stessa funzione rispetto ad Hamsik. Della bilancia di Sarri è il piatto pieno di prudenza. 

 

Il 4-1-4-1 DI GUARDIOLA – Fondamentalmente il 4-1-4-1 è l’evoluzione esasperata del 4-3-3. Durante la manovra, le due mezzali (Silva e De Bruyne) stanno alte, andandosi a collocare entrambe tra le linee, fra i coni d’ombra dei centrocampisti avversari. Qui si muovono spesso e volentieri (ma non solo) in orizzontale, finché non sentono una linea di passaggio favorevole. Tipo questa diagonale approvata da Otamendi contro il Chelsea, nell’azione del gol vittoria. Vedete Fernandinho nel centro del cerchio di centrocampo come viene momentaneamente abbandonato? Silva e De Bruyne sono quasi all’altezza dei due esterni (Sterling laggiù in fondo e Sané, fuori inquadratura in basso a sinistra). 4 +1 (ma l’uno qui è l’attaccante..)
 


Dopo aver fatto l’uno/due con Jesus di prima, la situazione che De Bruyne affronta palla al piede è questa.

 

I tagli convergenti e simultanei di Silva e De Bruyne sono l’azzardo di Guardiola, la sua scommessa. Uno a questo punto si potrebbe anche chiedere: ma il povero Fernandinho, se parte il contropiede? La risposta è il ‘falso’ terzino di Guardiola Delph, il terzino sinistro che sale e si accentra accorciando, così da rinforzare il centrocampo al fianco del brasiliano. Un altro esempio: uno dei 7 gol contro lo Stoke è nato indirettamente dalla sua ‘regia’. Notevolissima e coraggiosissima, ancora una volta, la posizione delle due mezzali tecniche: guardate.

 

Ed ecco di nuovo Delph al fianco di Fernandinho, mentre segue l’azione che intanto si sviluppa sulla sinistra. Sané taglia sullo stop di Jesus.. 

 

Viene servito e crossa rasoterra per l’esterno opposto, Sterling. Silva va a rimorchio.

 

E Sterling anziché tirare la mette dietro per la mezzala in arrivo. A proposito, ieri Sterling, in conferenza stampa, parlando di Guardiola ha detto (e con questo concludo, augurandovi buona partita): “Mi chiede sempre di fare le cose facili, e riuscirci al massimo livello è frutto della sua genialità”.