Ha fatto parte del miracolo Chievo Verona, quando un piccolo quartiere veneto decise di dare fastidio alle big di Serie A a suon di 4-4-2, velocità, idee ed entusiasmo. Poi, nell'estate del 2003, il passo indietro, tornando nei campi polveorsi di una lunga Serie B dove, con il Palermo di Zamparini, Baldini prima e Guidolin poi, nel giro di 2 anni, assaggerà l'Europa dalla porta secondaria, con la partecipazione in Coppa Uefa. 12 gol, in quella squadra, per Eugenio Corini: metronomo di Delneri, faro della Favorita. Dopo 4 anni ad altissimo livello, nel 2007 lascia il popolo che aveva conquistato a suon di gol, assist e lanci, per sposare il progetto Torino. Ma il legame resta unico, con un filo rosanero indistruttibile. 

IL RITORNO - Nel pomeriggio, Corini farà il suo ritorno a Palermo. L'ultima volta c'era stato lo scorso anno, nella disastrosa stagione siciliana culminata con la retrocessione. Il ritorno non dall'estate del 2007, ma dall'ultimo 22 gennaio, quando Nestorovski e compagni andarono ko contro l'Inter. In panchina, seduto, nel nuovo ruolo di allenatore, c'era propio lui, la promessa di Brescia Juventus diventato grande in provincia: 7 "presenze", da dicembre a gennaio, una sola vittoria, un pareggio e 5 sconfitte. L'addio in una società nel caos e la ripartenza, come sempre. Niente sud, ritorno al nord: Novara. 13 punti in 9 partite, in una classifica corta, cortissima, dove con una vittoria si volerebbe nei piani alti, altissimi; 3 risultati utili consecutivi, con gli scalpi di Brescia e, soprattutto, Frosinone ancora freschi. Sicuramente Corini si emozionerà, in uno stadio che non sarà mai indifferente; al fischio d'inizio, però, la ricerca del risultato stritolerà ricordi e sentimentalismi. E al suo fianco avrà un alleato speciale. 

IL NIPOTE DI TOTO' - Due gol in campionato: uno contro il Cittadella, decisivo; l'altro, contro il Brescia, ancora decisivo. 6 punti dei 13 raccolti dal Novara portano la firma di Francesco Di Mariano. Classe '96, esterno offensivo cresciuto nel Lecce e passato dalle giovanili della Roma, è arrivato in estate in Piemonte. E sta lasciando subito il segno. Perché alleato speciale? Semplice, è il nipote di uno dei figli più importanti, calcisticamente parlando, di Palermo: l'eroe delle notti magiche, l'uomo dagli occhi spiritati, il gran visir de tucc' i terun (stando ad Aldo, Giovanni e Giacomo), Totò Schillaci. La mamma di Di Mariano, Rosalia, è sorella del capocannoniere di Italia '90: primi passi nella scuola calcio dello zio, poi via dalla Sicilia per crescere lontano da casa e dalle luci della ribalta. Perché i paragoni rischiano di schiacciare. Ora torna in Sicilia da avversario, come il suo allenatore. Magari sotto gli occhi, attenti, dello zio...

@AngeTaglieri88