"E' vero, il ct mi ha detto che mi avrebbe potuto richiamare solo se si fossero verificate alcune condizioni. Anche se era molto difficile che in otto giorni potessero cambiare tutte quelle cose". Domenico Criscito conferma così la versione data dal vicepresidente federale Demetrio Albertini sull'incontro avuto da Cesare Prandelli con lo stesso Criscito nel giorno in cui lasciò il ritiro. "Volevo questo Europeo, ma Prandelli è stato chiaro", ha ammesso l'esterno dello Zenit intervenuto ieri sera in diretta alla trasmissione Qui Studio A Voi Stadio di TeleLombardia.

"Sono molto più sereno - ha aggiunto - rispetto al primo giorno, quando mi avevano dipinto come 'il capo della banda'. Non ho mai fatto parte di quel giro, nè mai ne farò parte". "L'avviso di garanzia - ha detto ancora il difensore - dovrebbe essere una tutela, non una prova di colpa. Sono contento che Bonucci sia lì, perchè dovevo esserci anch'io. Prandelli? Accetto le sue scelte. Anche se a me l'Europeo non lo ridà nessuno". Un diverso trattamento tra lui e Bonucci? "No, se fosse arrivato l'avviso a Bonucci due giorni prima, sarebbe andato anche a lui a casa", ha risposto Criscito. "Non mi aspettavo quella perquisizione - ha raccontato a TeleLombardia - quando ho visto i poliziotti con il team manager della Nazionale in camera, ho guardato Ranocchia e anche lui non capiva: pensavo fosse uno scherzo. Poi quando ho capito che era tutto vero, ho dato il via libera alla perquisizione". "Non penso proprio di denunciare la Figc - ha concluso il difensore - a me interessa solo uscire pulito da questa brutta parentesi, perche non c'entro nulla".