NIENTE KNOCKOUT. Una gara vinta ai punti, ma questo è calcio. Lo 0-0 di ieri allo Scida contro il Verona lascia l’amaro in bocca ai pitagorici, per larghi tratti dominatori della partita, incapaci di offendere in modo efficace. E’ mancato, per intenderci, il colpo da KO tecnico, quello che fa volare al tappeto, un po' come quello che il campione di boxe, Floyd Mayweather, ha scagliato sul grugno del malcapitato lottatore di MMA Conor McGregor, ristabilendo la giusta “dignità sportiva” tra le due discipline. Difficile, forse, pretendere di più da una squadra priva degli infortunati Tonev, Nalini e Rohden e dello squalificato Ceccherini. Faraoni, alzato sulla destra come ala pura, non ha riprodotto né lo sprint né l’imprevedibilità dei primi due; Stoian, dopo una pre-season convincente, è apparso stanco e poco lucido; Trotta e Budimir, dopo i tre minuti contro il Milan, hanno dimostrato che l’intesa di coppia è ancora lontana. Il croato lotta, spinge, svaria per tutto il fronte offensivo, ma sul più bello si perde; stesso film per il compagno di reparto, che si danna l’anima ma arriva davanti alla porta avversaria con le polveri bagnate. Note positive sono giunte invece dal pacchetto arretrato che, pur non potendo contare sul suo uomo migliore, ha retto bene alle (poche) minacce avversarie, sciorinando l’inaspettata solidità del duo Ajeti-Cabrera. La classifica, comunque, si è mossa e lo ha fatto anche in leggero anticipo rispetto alla scorsa stagione, quando il pareggio contro il Palermo, alla quarta giornata, regalò il primo punto in A della storia. Piccole soddisfazioni.

SERVE ALTRO. Il campo, ma soprattutto la casella “gol segnati”, tracciano la via per questi ultimi giorni di mercato. Buono, senza dubbio, l’innesto del terzino sinistro bosniaco Daniel Pavlovic, per cui ci sarebbero solo pochi dettagli da limare con la Samp, ma serve necessariamente anche un altro attaccante. Il magic moment di Patrick Cutrone lo ha reso incompatibile alla realtà crotonese, perciò si fa sempre più concreta l’ipotesi Marco Tumminello. Profilo molto simile a quello dell’attaccante rossonero e a quello di Diego Falcinelli per il classe ’98 di scuola romanista: rapido, intelligente e letale in area di rigore. Per il ragazzo l’occasione giusta per crescere e farsi le ossa in una realtà già importante; per il club, l’ennesima possibilità di valorizzare un giovane italiano e l’opportunità di arricchire il parco attaccanti con caratteristiche diverse da quelle presenti ora. Se non si dovesse chiudere con i giallorossi, in extremis si potrebbe virare su Andrea Pinamonti dell’Inter, altro protagonista dello scorso campionato primavera. Si decide tutto nelle battute finali, come in un match di boxe: l’importante sarà piazzare il colpo giusto.