PROFONDO ROSSO (NERO). Un inizio così non sarebbe stato partorito neanche dal re dell’horror Dario Argento. La portata tecnica dell’avversario doveva essere l’unico spauracchio per gli undici di Nicola, ma ben presto, anzi prestissimo, ci si è accorti che gli ostacoli sarebbero stati tanti e che quella sensazione di magia che si avvertiva nell’aria da aprile scorso, forse, non c’era più. Contro i rossoneri sono stati commessi errori grossolani, a partire dal fallo di rigore che ha portato al vantaggio milanista e, ancor peggio, a far giocare il Crotone in inferiorità numerica per buoni 90 minuti. L’attenzione, purtroppo, è salita solo a risultato già ampiamente compromesso e, per di più, quando ormai l’avversario era sazio. Meccanismi difensivi inceppati, centrocampo lento e prevedibile, attacco per larghi tratti inoperoso: nulla ha veramente funzionato. Da affinare anche la tenuta fisica: paradossalmente meglio il secondo tempo contro il Milan, in controtendenza con la prima uscita ufficiale dei pitagorici in Coppa Italia contro il Piacenza, quando solo la modesta caratura dell’avversario ha evitato guai peggiori. Inutile dire che contro il Verona la musica dovrà cambiare, almeno per l’approccio al match. Sin da subito dovrà essere chiaro che imprese come quelle della passata stagione sono più rare del passaggio della cometa di Halley; l’impegno dovrà essere spalmato su tutto il campionato, non solo nei due mesi finali. Quest’anno nessuno regalerà niente.

NO VAR, NO PARTY. Intanto il primo record è stato raggiunto. No, non quello di beccare tre gol dal Milan in appena 23 minuti, ma quello di essere stati i primi in A a subire un’espulsione dal VAR. Si, è stata proprio l’assistenza video a suggerire a Mariani che l’intervento di Ceccherini fosse da chiara occasione da gol; fosse stato per l’arbitro di Aprilia il difensore pitagorico avrebbe continuato a giocare, visto che la prima sanzione comminata è stata l’ammonizione. Nulla da eccepire, neanche per la velocità della decisione; solo tanta ma tanta perplessità per una lettura poco intelligente dell’azione, che ha costretto la squadra in dieci per quasi tutta la gara praticamente. Più polli che squali.

ROSA INCOMPLETA. La sconfitta di domenica sera ha espresso un altro verdetto incontrovertibile: servono gli ultimi rinforzi, almeno uno per reparto. Scartata, per forza di cose, l’ipotesi Cutrone, divenuto punto fermo degli schemi di Montella, si vira con decisione su Iemmello del Sassuolo; sull’ex Foggia c’è da battere la concorrenza del Benevento. Possibili ammiccamenti nelle prossime ore con l’Inter per Pinamonti e con la Roma per Tumminiello. Per il centrocampo si pensa sempre al ritorno di Crisetig, unico vero obiettivo di Ursino e Vrenna. In difesa, invece, c’è da rinfoltire la fascia sinistra, non riconducibile al solo Martella. In queste ore si sono intensificati i contatti con la Samp per Pavlociv; al contrario sembra arenatasi la trattativa con lo Standard Liegi per il serbo Mladenovic. Ai titoli di coda, dopo appena sei mesi, l’avventura di Acosty, in procinto di firmare col Rijeka, in massima serie croata.