Sta per chiudersi il girone d’andata, così siamo andati a vedere che fine hanno fatto quei giocatori (di fama e di belle speranze) da cui ci si aspettava (molto) di più e invece hanno finora tradito le attese, si sono visti poco o niente in campo, non sono riusciti a guadagnare la fiducia dei tecnici che li allenano, hanno pagato insomma pedaggio a vari fattori (inesperienza, infortuni, contesto sbagliato). Che fine ha fatto Maksimovic? 90 minuti con la Spal, a fine settembre. Prima e dopo: il nulla. Sarri non lo considera. Ma non era uno dei centrali più forti della serie A?

A fermare Howedes sono stati gli infortuni: era arrivato per integrare il reparto difensivo della Juve, ma è rimasto sempre in infermeria e ha giocato solo 68 minuti col Crotone, prima di farsi ancora male. L’obbligo di riscatto dell’ex capitano dello Shalke 04 scatta alla 25esima presenza: niente da fare. A marzo Pjaca si è rotto il crociato, il recupero è stato lungo, solo domenica scorsa è tornato - in panchina - a Bologna: quanto tempo ci vorrà ancora per poter ammirare uno dei talenti più luminosi della sua generazione? A fermare Karsdorp è stata solo la «mala suerte»: crociato, se ne riparla a primavera inoltrata. E Calhanoglu? Non doveva portare la sua qualità al Milan? Ultimo avvistamento da titolare: 5 novembre col Sassuolo, poi è sparito. Ok, è capitato nell’anno sbagliato. Perché abbiamo visto Joao Cancelo solo a spizzichi e bocconi? Joao Mario è diventato scarso in un colpo solo? Titolare nelle prime cinque partite, da fine settembre ad oggi ne ha giocata una soltanto dal primo minuto. Umar Sadiq quando debuttò con la Roma sembrava un attaccante di sicuro avvenire. Tra infortuni e capricci, ha perso un anno a Bologna, e ne sta perdendo un altro a Torino. E’ finito ai margini, da sei partite Mihajlovic non lo convoca.

A Firenze stanno ancora aspettando di capire se il giovanissimo Ianis Hagi ha la classe del padre o meno. Pioli non l’ha ancora fatto giocare un solo minuto in campionato, consegnandolo all’Under 19 viola. Nagy e Krejcì l’anno scorso erano titolari fissi nel Bologna: sono due nazionali (Ungheria e Repubblica Ceca), eppure fanno sempre panchina. A Kevin Bonifazi, l’anno scorso, bastarono una decina di partite in B con la Spal per battezzarlo come uno dei difensori ventenni più validi del panorama italiano. Il trasferimento a Torino lo ha stoppato. Tra infortuni e scelte tecniche, non è mai sceso in campo. Aveva indicato come modello lo spagnolo Sergio Ramos. Ma per sapere se almeno un po’ gli somiglia dovremo aspettare che Mihajlovic punti su di lui. O che cambi squadra e trovi altrove - lui come gli altri - il minutaggio che oggi non ha.