Ogni anno, una scommessa. Di quelle avvincenti, affascinanti, esotiche, che se fanno bene sorridi e ti arricchisci, se vanno male.... vanno male. A Novara il direttore sportivo Teti, ogni anno, ci prova: dal fratello maggiore di Ricardo RodriguezRoberto, esterno offensivo ora allo Zurigo, passando per Antonio Lukanovic, punta classe '98 in prestito al Catanzaro, più giovane marcatore della storia della Serie B, arrivando al terzino destro Philippe Koch, tornato in Svizzera, al San Gallo, dopo una stagione anonima in Piemonte. Senza dimenticare Kristztiàn Adorian, preso dal Liverpool, Gregor Bajde e Gustavo, attaccante brasiliano che ha sfidato il Milan in Europa League con la maglia del Craiova. Scommesse, alcune riuscite, altre in essere, altre ancora da dimenticare. E quest'anno, eccolo là, che sgambetta, corre e fa anche gol. Nome italiano, cognome sudamericano, origini capoverdiane ma nato ad... Almere, in Olanda: Alessio Da Cruz. 

MADE IN OLANDA - Classe '97, cresciuto nelle educate scuole calcio olandesi, è passato dall'Ajax al Twente, con una stagione di transito all'Almere. Esterno offensivo, che ama partire da destra per accentrarsi, si è trasferito a Novara in estate (foto sito ufficiale Novara), dopo essersi messo in mostra nella Jupiler League, serie b olandese: 7 gol in in 32 presenze con la maglia del Dordrecht, per questo ragazzone di 184 cm che adora Cristiano Ronaldo. Dalla b olandese, a quella italiana: Teti e Corini puntano su di lui, anticipando una folta concorrenza di cub cadetti che aveva messo gli occhi sul 20enne olandese.

COLPI DI CLASSE - Catapultato in una nuova realtà, fatica. Ma è normale. Immaginatevi un trasferimento del genere al contrario, con un Federico Bonazzoli catapultato a Dordrecht, città che ha ospitato, e visto allenare, una leggenda come Arpad Weisz. Farebbe fatica. E così è stato, nei primi mesi, nelle prime amichevoli stagionali, dove non ha brillato, faticando. A tutto questo va aggiunta una lingua nuova tutta da imparare, in uno spogliatoio nuovo. Per il momento, la sua guida, è Chajia, altro funambolo del pallone. Sì, "altro funambolo", perché quando si inizia a fare sul serio, Da Cruz si mette in mostra, e stupisce: entra bene nella sconfitta di Carpi, gioca bene alla prima da titolare contro il Parma, procurandosi un rigore non concesso, esplode, definitivamente, al Picco di Ascoli. Da seconda punta nel 3-5-2 a punta centrale nel nuovo 4-3-3 di Corini: corsa, allunghi, strappi, potenza e prepotenza fisica che fanno la differenza. E anche un senso del gol invidiabile: le due reti sono di rapina, ma è nel coast-to-coast chiuso con uno scavetto dal limite dell'area, finito alto, che si è visto tutto il potenziale di Da Cruz. 

LA FAMIGLIA - Qualcosa è scattato, nell'ultimo mese. Si è ambientato, è vero, ma è anche diventato papà della piccola Alina, che presto lo raggiungerà insieme al resto della famiglia. Per i primi mesi ha vissuto a Novarello, centro sportivo dei piemontesi, poi ha trovato una sistemazione nel centro di Novara. Educato, ragazzo della porta accanto, ancora un po' incostante negli allenamenti, è seguito, con entusiasmo, dal papà, presente allo stadio e presente sui social. Il percorso è appena iniziato, il Novara vuole vincere la sua scommessa, Da Cruz vuole continuare a crescere. Sul campo, con gli allenamenti, e fuori, migliorando la lingua. Le 3 lezioni a settimana sono già segnate sull'agenda...

@AngeTaglieri88