"Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e il nero come la paura che incuteremo agli avversari!". Questo dicevo Herbert Kilpin, il baffuto inglese che il 16 dicembre 1899 diede vita al Milan. Prima sede la Fiaschetteria Toscana di Via Berchet a Milano, prima maglia a strisce sottili, sottilissime, ovviamente colorate di rosso e nero. Tratto distintivo, che ha sempre accompagnato la storia milanista. E che continuerà a farlo. Cambiano proprietà, cambiano allenatori, cambiano giocatori, ma il rosso e il nero restano. Sempre. Anche ora che il Milan saluta (nuovamente) Adidas e sposa come sponsor tecnico Puma

La notizia era nell'aria da tempo ma l'ufficialità è arrivata ieri: nuovo contratto di sponsorizzazione, con la multinazionale tedesca che vestirà Bonucci e compagni dalla prossima stagione. Partendo da qui, da questo storico cambio, La Classifica di CM è dedicata alle 10 maglie più belle della storia del Milan griffate Adidas (piccolo spoiler: tutte rossonere tranne una). Perché le tre strisce, seppur non in maniera continuativa, hanno accompagnato la crescita del club rossonero: c'erano ai tempi di Rivera e Baresi, c'erano dal 1998, anno dello scudetto di Zaccheroni, c'erano a Manchester, c'erano a Istanbul, c'erano ad Atene. C'erano quando Sheva ha alzato il Pallone d'Oro, c'erano quando lo ha fatto Kakà. E anche a Doha, nel dicembre 2016, quando è stato alzato al cielo l'ultimo trofeo. Chi ha 20 anni oggi, ha visto solo il Milan con le tre strisce. Cambia tutto, tranne una cosa. Anzi, due: il rosso e il nero...

@AngeTaglieri88