Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino in cui parla della stagione vissuta fin qui da Hamsik e compagni e delle prospettive future, soffermandosi in particolare sul mercato di gennaio.

Presidente, quanto ci è rimasto male e quanto pesa l'esclusione dalla Champions League?
«Quando si perde, uno ci resta sempre male. L'eliminazione mi pesa perché a Rotterdam bisognava essere più concentrati. Quando è arrivata la notizia del City, non dovevamo perdere l'occasione di conquistare una vittoria in più per essere testa di serie nel sorteggio di Europa League. Abbiamo perso anche una parte del jackpot che avremmo potuto utilizzare per investire o nel settore giovanile o in qualche giovane prospetto».

Quale importanza può ora avere l'Europa League che lei non ha mai davvero amato?
«Negli ultimi tempi l'hanno valorizzata di più: però come la Coppa Italia rischia di togliere energie al campionato. Ma noi siamo il Napoli e il Napoli deve farsi sempre onore. Faremo di necessità virtù quindi giocheremo con tanti cambi e potremmo misurare il valore vero e totale degli acquisti che abbiamo fatto negli ultimi tempi»

La clausola da 8 milioni di Sarri la preoccupa? O vede un lungo futuro con lui?
«Mai preoccupato di nulla nella mia vita. Reja, Mazzarri, Donadoni, Benitez dal rapporto con noi si sono avvantaggiati. E anche il Sarri si è elevato al rango di allenatore di primo livello».

Quindi?
«Io sono un uomo concreto, se gli altri vogliono rimanere con me sono più che ben accetti. E Sarri in particolare perché è una persona perbene».

Arriva il mercato di gennaio: chi prende, presidente? 
«Per prima cosa, mi aspetto il ritorno di Milik. È come un toro dalle cui narici escono fiamme infuocate... il suo recupero darà un grosso aiuto a tutti. Inglese arriverà perché se dobbiamo giocare in Europa League, la Coppa Italia e il campionato più ne siamo e meglio è. Vogliamo rinforzarci anche sulle zone delle fasce laterali. Ma non è semplice perché a gennaio i migliori fanno fatica a muoversi».

Però c'è Vrsaljko che le piace? 
«Sì, ma è complicato. Il presidente dell'Atletico l'ho sentito al telefono da poco e mi ha detto che non me lo può dare adesso, ma a giugno perché anche loro hanno molte gare».

Nomi a parte, i settori del campo dove volete intervenire sono questi?
«Sì, non dobbiamo fare molto altro».