Un po' di preoccupazione, inutile negarlo. Il Milan si aspettava un altro tipo di risposte da questo inizio di stagione, dentro e fuori dal campo. La campagna acquisti faraonica al momento non ha fatto la differenza, le quattro sconfitte in otto partite di campionato inquietano Yonnghong Li, impegnato in questi giorni al difficile rifinanziamento del debito che ha col fondo americano Elliott.

MONTELLA IN BILICO - Come scrive oggi Repubblica Vicenzo Montella ha gli occhi addosso di una proprietà infastidita dai recenti risultati: nelle prossime partite deve dimostrare di invertire la rotta, deve portare gioco e soprattutto punti, altrimenti sarà messo alla porta, al di là di quelle che sono le smentite di rito e le parole di fiducia e conferma. Il Milan ha già perso terreno su chi sta davanti, arrivare al giro di boa a distanza siderale dal quarto posto vorrebbe dire mettere in forte dubbio la qualificazione alla prossima Champions League. Sarebbe una sciagura per un club il cui futuro non dipende ma è estremamente legato all'Europa che conta. 

NOVEMBRE DECISIVO - Il prossimo sarà un mese decisivo per Montella, ma non solo. Lo sarà per Yonghong Li, che dopo il no al rifinanziamento dalla banca d’affari Goldman Sachs (non esistono in Cina garanzie sufficienti) ha intavolato contatti con la Bofa Merrill Lynch, lo sarà per Fassone, che conta di sottoscrivere il voluntary agreement con l'Uefa. A novembre l'ad rossonero mostrerà i piani dei prossimi anni nel rispetto dei paletti del Fair play finanziario che prevede una perdita massima di 30 milioni. Spera di avere risposte positive, quelle che ancora il Milan non ha avuto.