Compattezza e velocità, attenzione ecattiveria. Di Carlo non tradisce il suo credo. Piuttosto rilancia. La serie nera che nelle ultime settimane ha stoppato la marcia gialloblù non basta a cambiare il tema.  Di là dalle tenebre c'è sempre la luce, il tecnico della Diga riesce a riconoscerla anche se sa che domani pomeriggio, a Palermo, bisognerà superare un avversario avvelenato e ignorare la pressione di un pubblico altrettanto furioso. La disperazione - un punto nelle prime cinque partite - accende risorse insospettabili.  Difficile pensare ad ambiente più ostile per riprendere il cammino dopo quattro sconfitte di fila: «Sappiamo che il pubblico spingerà la sua squadra come non mai», riflette Di Carlo, «ma in campo si va sempre in undici contro undici». Insomma, spalle larghe e faccia cattiva. Con qualche avvertenza in più rispetto alle ultime prove: «Non dite che a Palermo per noi inizia un campionato nuovo. Più semplicemente mi aspetto una prestazione di sostanza, come è stata quella con l'Inter, ma con qualche attenzione in più. Questo sì. Perché il gruppo c'è, sappiamo che se si esprime con compattezza e velocità riesce a giocare il calcio come piace a moi. Ora bisogna ritrovare il risultato e quella cattiveria agonistica che fa la differenza». La strada per uscire dalle difficoltà comunque è semplice, almeno a parole: «Sicuramente non fa piacere a nessuno - penso a giocatori, tifosi, società e al sottoscritto - che si perda. Ma la squadra deve rimanere tranquilla, continuare a giocare palla e ritrovare le sue caratteristiche. Evitando anche e soprattutto quelle disattenzioni che ultimamente paghiamo a caro prezzo».  A raffreddare l'eccesso di tensione ci aveva già pensato Giovanni Sartori. Spiegando che qualcuno aveva magari perduto un po' di vista gli obiettivi stagionali. Di Carlo puntualizza: «Visti i risultati del precampionato e la vittoria sul Bologna tutto faceva presagire a un seguito diverso. Io dico che le partite ormai le abbiamo giocate», aggiunge l'allenatore gialloblù. «Qualcuna è stata persa per demerito - penso a quella con la Juve, che ha giocato nettamente meglio di noi - mentre la Lazio ha sfruttato solo ed esclusivamente nostri errori. Nelle altre non abbiamo demeritato e credo che in classifica meriteremmo qualche punto in più. Fa niente: guardiamo avanti, ripartiamo dalla partita conl'Inter cercando di limare quelle disattenzioni che paghiamo carissime». Intanto via Galvani ribadisce piena fiducia all'uomo di Cassino: «Fa piacere ma non ce n'era bisogno», sorride Di Carlo. «E ora voglio rivedere le nostre qualità, come singoli e come squadra. Qualità che dovranno venire fuori contro Palermo e Sampdoria. Dovremo essere bravi a raccogliere il massimo prima della nuova sosta del campionato». Per farlo, al culmine di un piccolo tour de force (tre gare in otto giorni) sarà indispensabile attingere dalla panchina: «Qualcosa succederà, valutando anche i recuperi dopo l'Inter. La terza partita è sempre quella più difficile sul piano fisico. Però vedo una squadra che corre. Magari dovrebbe farlo per tutti i 90'. Perché la reazione con l'Inter è stata buona dopo lo 0-1, un po' meno dopo lo 0-2. Ho già detto ai ragazzi che bisogna reagire alle difficoltà. Fa parte del nostro spirito. Questo gruppo in passato ha dimostrato di saperlo fare. Guai a pensare troppo alla classifica. Con una vittoria o due può cambiare tutto. Ripartire? L'abbiamo nel dna, l'abbiamo nelle caratteristiche, aspettiamo solo la conferma del campo». Campo che non sarà particolarmente ospitale, anche per le difficoltà che pure il Palermo attraversa: «Il Palermo è una squadra insidiosa, che ha già assimilato il credo di Gasperini, si vede subito che punta ad essere offensiva», la analizza Di Carlo. «Noi ci preparemo per contrastarli e ripartire. Mettendoci voglia di lottare, sapendo le qualità che hanno loro ma essendo consapevoli anche delle nostre. Tra le linee o in fascia qualche spazio ce lo concederanno. Io voglio un Chievo feroce». Inutile fermarsi troppo su quello che poteva essere e non è stato. Di Carlo non sconfessa le formazioni schierate nelle ultime gare: «Penso che in campo siano andate sempre le squadre migliori. Poi so che è il risultato del campo che determina i giudizi ma se la squadra fa la prestazione - e con l'Inter la prestazione c'è stata - per me è solo questione di tempo. I risultati arriveranno. Gli episodi prima o poi devono girare a favore. Depressione? Mannò. Il campionato è lungo, serve tranquillità. Un mese fatto bene poi può cambiare tutto. Troviamo la prestazione e il risultato: poi il Chievo saprà ripartire da solo».