Una cascata di Diamanti in Cina. Da Prato, passando per Bologna. Made in Italy, quindi. La notizia è arrivata ieri in tarda serata, giusto in tempo per gli amanti del Fantacalcio, alle prese con le aste di riparazione: così, Alino è stato venduto in un baleno, prima dal Bologna e poi da tutti i fantaallenatori che avevano puntato su assist e punizioni. 

Lo sportivo medio invece si chiede subito: ma il Bologna vuole davvero finire in B? Io mi chiedo solo perché questa cessione non è stata definita negli ultimi giorni di mercato, magari un sostituto adeguato sarebbe arrivato. Adesso no, possono essere presi solo svincolati e chissà se l'ultimo brasiliano arrivato dal Corinthians potrà ereditare davvero maglia, ruolo e personalit. Erano poco più di 6 milioni a fine gennaio, ne sono arrivati 9 ieri: adesso Guaraldi potrà pagare gli stipendi con regolarità e garantire alla sua società un futuro meno preoccupante, almeno dal punto di vista economico. 

Tecnicamente, perdere un giocatore come Diamanti può rappresentare un clamoroso autogol nella lotta salvezza, anche se adesso le colpe finiranno tutte sulle spalle di Alino che "se n'è voluto andare". La decisione è stata anche sua, ci mancherebbe. Il pressing di Lippi, un ricco contratto triennale, la spinta della moglie (nativa di Taiwan) che aveva accolto di buon grado questa possibilità. Diamanti quindi non si è fatto pregare, il Bologna ci ha messo un po' di più ma alla fine ha detto si'. Malcello Lippi ringrazia. 

Gianluca Di Marzio (giornalista Sky Sport)