Come il marinaio che si appresta a doppiare Capo Horn, nell'idea di non incrociare onde alte come palazzi e iceberg alla deriva, Eusebio Di Francesco naviga a vista e vede Napoli. Sperando di non morire, sportivamente parlando. Quando, il conferenza stampa, qualcuno gli ha chiesto se la Roma sia o no la squadra fortemente sospettata di essere da scudetto lui, saggio comandante, ha risposto con realistica semplicità: “Prima battiamo il Napoli”. Un concetto facile ma basilare. Perchè per vincere qualcosa, bisogna vincere le partite. E questa è una Grande Partita - non la madre di tutte le partite, semmai la cugina, abbiamo sottolineato giorni addietro... - contro un avversario straordinario, fortissimo. Sì, poi magari sia Sarri che Di Francesco ti dicono che la Juve resta la più forte. Pur zoppicando soprattutto in fase difensiva, se la guardi bene la Juve non è quella degli anni scorsi. Il che, per chi insegue, risulta ancor più deprimente, considerando come una Juve che navighi controvento sia comunque una Juve sufficiente a restare dove la classifica conta.

Si torna a EDF però e alla sua semplicità dialettica, quasi mai banale, sempre ricca di spunti. In particolare, mi ha colpito quando ha parlato di gioco e risultato. L'interpretazione superficiale e ingannevole, potrebbe far pensare a un paradosso zemaniano: “Il risultato è importante ma la prestazione è fondamentale”. Cioè, tra vincere e giocare bene, scelgo la seconda? No, assolutamente. Saggio, EDF e anche profondo. Sì perchè sa bene come i sofisticati motori di Roma e Napoli siano in grado di andare al massimo passando quasi unicamente per il bel gioco e la velocità. E quindi, l'equazione è scritta: se una delle due squadre giocherà meglio dell'altra dal punto di vista tattico, vincerà la partita. Con la speranza, per EDF, che sia la Roma. Con una differenza tra le due bellezze del campionato, che poi è il meraviglioso limite del Napoli: Sarri non ha lato B (inteso come soluzione tattica...), Di Francesco, usando anche la difesa a tre in corso di gara, invadendo la metà campo avversaria o ritraendosi (vero Montella?) per poi colpire all'improvviso, ha invece mostrato evidente inclinazioni al lato B, C, D e forse anche F. Il che non vuol dire che la Roma sia avvantaggiata, ma Spal e Lazio hanno dimostrato che trovando la zeppa giusta, si può inceppare il perfetto orologio sarriano.