Calcio fresco, allegro, simpatico. Calcio. Il Milan ha confermato, anche contro il Verona, in Coppa Italia, di essere sulla strada giusta. Movimenti più rapidi, buona circolazione di palla, meno lanci lunghi, anzi quasi assenti, ma verticalizzazioni rapide e inserimenti continui, pochi retropassaggi al portiere, una caratteristica comune di questi ultimi anni. Fondamentale il match del Bentegodi per capire se il Milan possa diventare finalmente uno dei protagonisti, anche se partito molto in ritardo, della seconda parte della stagione. Per regalare gioie e soddisfazioni ai tifosi, per consentire alla nuova proprietà di fissare paletti precisi, con lo scopo di continuare l’opera di ricostruzione, cominciata l’estate scorsa.

Con Donnarumma? Arriviamo al punto dolens del momento, il vero cruccio di queste ore, di questi giorni, ben più importante della risposta al Voluntary Agreement. Ho sofferto, da tifoso milanista, nell’assistere, mercoledì, all’aspra contestazione dei tifosi nei confronti del giovane portiere rossonero. Non ricordo fischi e cori pesanti così diretti verso un giocatore del Milan da parte dello stesso popolo rossonero, così accanito perché così innamorato di Donnarumma. Non un giocatore, ma un simbolo. E’ una situazione dai contorni poco chiari, mal delineati, per tanti versi incomprensibile.

Conosco Gigio, anche se non ho frequentazioni private, ma mi ha sempre colpito per la sua semplicità, per il suo sorriso, per la sua disponibilità nei confronti dei tifosi, per la sua educazione. Quando gli ho chiesto, per bambini meno fortunati, un video di saluto, mai si è tirato indietro, regalando qualche momento di felicità ai destinatari del suo “Un grande saluto, un abbraccio da Gigio Donnarumma e Forza Milan!”. Un dolce e allegro Dr Jekill, innamorato dei colori rossoneri, protagonista assoluto in campo, dove continua a mostrare la sua classe, da futuro più forte portiere del mondo, ben differente dall’irriconoscibile Mr Hide, descritto nelle sue frequentazioni davanti a contratti e al denaro. Quindi non ho faticato nemmeno un istante a credergli, quando pubblicato un post sul suo profilo Instagram, smentendo il fatto che abbia potuto inviare una lettera di denuncia su una presunta violenza morale nell’atto della firma del suo ricchissimo contratto.

Ma come è potuta uscire una indiscrezione così negativa nei suoi confronti? Perché? Con quale scopo? Da quale provenienza? Qui il mistero si infittisce, perché una cosa è la notizia che la clausola rescissoria non sia stata depositata dopo la decisione da parte di Mino Raiola di non sottoscriverla, un’altra cosa invece è la rivelazione circa la possibilità di un annullamento del contratto per "violenza morale". I tifosi vogliono solo chiarezza. Vogliono sapere se il portiere difenderà la porta rossonera fino al 2039 o abbia deciso di trovare forse momentanee vittorie e trionfi in altri Club.

Come nel caso di Kakà e Shevchenko, non troverà comunque lo stesso affetto dal quale è stato circondato nel “suo” Milan, perdendo così l’occasione di alzare, fra qualche anno, da capitano, l’ottava Coppa dei Campioni. In generale, tutti però si domandano come possano accettare il papà e la mamma di Gigio di vedere il figlio, anche se diventato il diciottenne più ricco al mondo, sottoposto a una tortura sportiva, che cancella ogni sorriso, e non parlino chiaro al suo agente.

Ho voluto dedicare il primo capitolo del mio libro, appena uscito, sulle “Favole Milaniste”, proprio a Donnarumma, protagonista, dopo una estate turbolenta, di una favola a lieto fine. Ora sono tornate le streghe e gli incubi. Se Gigio vuole lasciare il Milan, avviato sulla faticosa strada di un ritorno ai suoi livelli, dopo gli ultimi terribili sette anni, lo dichiari e, alla fine del campionato, avvenga la separazione. Con la speranza però, anzi l’obbligo, che i responsabili della Società trattengano il vero fuoriclasse della Accademia dei Portieri, il preparatore Alfredo Magni.

Il prossimo portiere sarà l’altro talento Alessandro Plizzari. Io mi auguro ancora che i dirigenti del Milan non abbiano bisogno del denaro proveniente dalla cessione di Gigio, ma soprattutto che Gigio decida di sposare per sempre la maglia rossonera, parlando finalmente chiaro al suo procuratore. Importante che la favola abbia una fine, brutta o bella, ma abbia una fine!