Al Camp Nou non avrà inciso, ma il suo momento di grazia non è finito. Paulo Dybala respira aria di Serie A e riprende da dove aveva lasciato: gol e giocate da fenomeno. In generale, a vederlo giocare, ci si ritrova spesso con la bocca spalancata e questa Juve ne è fortemente dipendente. Un bene o un male? Dipende dai punti di vista, ma un Paulo Dybala così non può che essere un accentratore. Allegri gli dà la licenza di incantare, lui svaria, non dà punti di riferimento e semina il panico in tutte le zone in cui compare. Poi, quando ha un centimetro, fa gol. O a volte quel centimetro lo crea.

3, 10, 100 - Un'altra tripletta, dopo quella siglata contro il Genoa e in generale una gara che somiglia molto a un'ulteriore incoronazione. Alla centesima con la Juve segna il gol numero 50, poi non si ferma e fa anche 51 e 52. Con la tripletta arriva a 10 in stagione e si siede sul trono dei bomber del nostro campionato, sfruttando alla grande il digiuno di Icardi. C'era una scommessa in ballo con Pinsoglio, lui l'ha vinta: tripletta come gli aveva chiesto il terzo portiere bianconero all'intervallo. Sono 10 gol in 6 partite quest'anno: un bottino da urlo. E il Dybala con il '10' del 2017/2018 ha già quasi eguagliato il Dybala col '21' della scorsa stagione.

TUTTI PER LUI - Va da sé che un giocatore con tanto talento e in uno simile stato di forma rende per forza di cose una squadra dipendente. La Juve non è solo Dybala - sarebbe un delitto trascurare il lavoro di Matuidi o Mandzukic, contro il Sassuolo -, ma non si può negare che nessuno sappia rendere la Signora bella come sa fare lui. E la Joya, infatti, non ha compiti precisi, può cercarsi gli spazi, con i suoi movimenti detta quelli degli altri, con le sue idee stabilisce come si svilupperà l'azione. È un '10' vero, a tutto campo. Non sarà Messi, ma è un uomo in più, un fuoriclasse. E Allegri ora non può pensare a una Juve senza di lui.

@Edosiddi