Una squadra neonata la cui proprietà è dei tifosi i cui giocatori sono tutti Under 21 e la cui ambizione è giocare in Premier League. Sembra un sogno, neppure tanto realizzabile, e invece è la realtà rappresentata dalla Edusport Academy di Edimburgo, club scozzese nato ai bordi del castello reale e del Royal Mile solo nel 2011 che in pochi anni ha concretizzato un programma  straordinario. 

L’idea nacque al fondatore Chris Ewing, un discreto passato da professionista con il Motherwell e lo Stanraer che a carriera conclusa decise di creare questa Academy su crescente richiesta di club francesi che volevano una base didattica, ma anche agonistica, per i propri giovani migliori senza dovere giocare con prestiti a rischio o peggio cessioni temporanee. Presto fatto: Ewing e il suo socio Ricky Waddell, 37enne di Falkirk e oltre venticinque anni di carriera da calciatore professionista tra Scozia, Inghilterra e Usa, mettono in piedi questa accademia dove con 17mila sterline all’anno – poco meno di 20mila euro – un ragazzo ha vitto, alloggio, allenamenti e programma sportivo garantito per un’intera stagione. In due anni la Edusport Academy comincia a essere in credito e a dover dare spazio anche a numerosi talenti inglesi e scozzesi - questi ultimi a titolo gratuito – per realizzare una squadra che partecipi ai campionati giovanili senza i quali non si può puntare a quelli nazionali. 

La seconda chiave di volta è quella dell’autofinanziamento: i tifosi, o parenti dei giocatori, pagano un abbonamento annuale che inizialmente è di 10 sterline. Certo, gli organizzatori mai e poi mai avrebbero pensato che questa formula avrebbe conquistato mezza Edimburgo e anche parecchi sponsor interessanti. Morale della favola: l’Edusport Academy si allarga a macchia d’olio da Motherwell apre un secondo programma a Hamilton, nel South Lancashire quindi firma un protocollo con il College di Edimburgo e infine anche con quello di Glasgow. Nasce anche la squadra femminile che immediatamente si fonde con le Spartans per giocare nella massima divisione scozzese. Il programma iniziale di una ventina di ragazzi inseriti in una sorta di “Erasmus” calcistico si trasforma in quattro squadre giovanili più due squadre assolute, maschile e femminile, con una base di circa 30mila abbonati. In Scozia dove i numeri sono davvero piccoli tutto questo è un’enormità. Non solo: la squadra viene vista con estremo affetto anche da tutte le firm concorrenti, persino da quella degli Hearts of Midlothian, i vicini di casa di Edimburgo. 

Nel 2015 l’Edusport chiede di essere ammesso al campionato delle Lowlands, la parte meridionale della Scozia che da Stirling scende giù attraverso Lothian e Ayrshire fino al Galles: la domanda è rigettata ma poco male… La squadra vince il campionato regionale e arriva alle Lowlands con le sue forze. Pochi giorni fa Ewing ha dichiarato che tra poco la squadra sarà cresciuta abbastanza e potrà puntare al massimo campionato: “Al massimo entro il 2025 avremo le squadre giovanili e una formazione senior che giocherà nella Premiership scozzese” dice il fondatore e presidente del club. Il quale continua a crescere a vista d’occhio: un esercito di Under 21 e di Under 18 ma soprattutto una massa impressionante di ragazzini cui la Edusport offre non solo programmi sportivi e calcistici ma anche affiancamento scolastico, un’assicurazione su infortuni e incidenti, la possibilità di accedere a programmi universitari agevolati e due viaggi premio all’anno. Una favola…

La prima squadra è di fatto un club privato la cui proprietà è dei fan, il famoso azionariato popolare di cui si è tanto parlato. La fee destinata ai sostenitori salirà a 25 sterline ma darà diritto di voce e di voto alle assemblee pubbliche attraverso le quali si deciderà se e come cambiare il nome alla squadra, il miglior sponsor per le maglie, persino l’acquisizione di nuovi giocatori oltre che il diritto di designare il consiglio di amministrazione. “Alcuni possono dire che pensare di arrivare alla Premiership scozzese sia folle, io dico che possiamo farcela – dice Ewing - superando League 2 e League 1 in un programma triennale e arrivare alla massima serie entro il 2025. È una sfida…” 

Il programma è simile a quello dell’Ebbsfleet, acquistato da emiri del Quwait e attualmente nella Conference Premier ma Ewing dice che si tratta di un’altra storia: “Noi nasciamo da zero, senza campo né basi né pubblico: non abbiamo alcuna storia alle spalle. L’Ebbsfleet sembra più che altro una squadra di Football Manager, il nostro non è virtual football…”. Attualmente nel rispetto del suo programma di espansione l’Edusport gioca ad Annan nel profondo sud scozzese a un braccio di mare dall’Inghilterra e occupa l’undicesima posizione del campionato Lowland. I giocatori inseriti nel programma Academy sono ormai più di cento, quelli che gravitano tra le varie scuole sparse per il paese un migliaio. La prima squadra, giustamente lontana da tutto, ha in rosa 22 giocatori più diversi giovanissimi. Un portiere di 37 anni (Halliwell) e un play di 36 (McCann): tutti gli altri non superano i 22 anni (età media 20.6 anni) e la stragrande maggioranza arriva da Francia e Nord Africa.