Gente che viene, gente che va. Ieri è andata in onda la prima puntata della nuova edizione di Emigratis, programma di Pio e Amedeo in onda in prima serata su Italia 1. Lo scorso anno il duo comico, che ieri sera si è presentato in onda da Ibiza con i soliti comportamenti (scroccata una cena al ristorante ad Antonio Conte che ha pagato il conto salato) e abiti improbabili (tra cui i pantaloncini del bomber del Foggia, Mazzeo), aveva fatto visita anche a molti calciatori o ex calciatori italiani che vivono all'estero. 

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Tra gli ospiti dell'anno scorso c'era anche Mario Balotelli, che ultimamente a Nizza sta ritrovando un po' di serenità, oltre che buone prestazioni. Sono già 22 i gol messi a segno dall'attaccante in questa stagione su 31 partite giocate. Un ruolino di marcia interessante che, però, non gli è valsa la convocazione del ct Di Biagio per le prossime amichevoli con Argentina e Inghilterra. 

Tra gli "espatriati" nella nuova Nazionale al momento c'è spazio solo per gli "inglesi" Darmian e Zappacosta (vedremo anche lui in questa edizione di Emigratis) e per il "parigino" Verratti. Oltre a Balotelli, tra gli altri, restano fuori anche Zaza (coniatore della coppia "ignorante" con Immobile e protagonista della prossima puntata di Emigratis a Valencia) nonostante il buon momento che sta vivendo con la squadra spagnola e Gabbiadini, tutt'altro che brillante in quel di Southampton (proprio domenica ha sbagliato un rigore in FA Cup contro il Wigan), che avrebbe fatto riaffiorare ancora più forte il pensiero malinconico di un Mondiale in Russia senza azzurri. 

Anche in passato le avventure degli emigrati calcistici italiano all'estero si sono divise tra eroi fuori patria che meriterebbero la cittadinanza ad honorem e flop da rispedire a casa con la stessa intollerante e sconsiderata veemenza proposta da Salvini quando deve accalappiare voti. La stessa cosa accade nella musica, dove la canzone italiana è spesso apprezzata, nonostante ci si riduca a volte a esportare il peggio che la scena italiana riesca a proporre. 

Con un mero spirito ludico, abbiamo provato a comporre una formazione evocativa di ex calciatori emigrati e una improbabile line up per un festival italiano fuori dai confini. In porta, nella squadra degli "Emigratis", ci starebbe bene Dottor Jekyll e Mr Hide Massimo Taibi, che in soli quattro mesi a Manchester (sponda United) è stato capace di essere man of the match all'esordio contro il Liverpool e regalare una delle "papere" più clamorose della storia pochi giorni dopo contro il Southampton, di vincere una Coppa Intercontinentale ma anche di prendere 11 gol in 4 partite. 

Dietro ci si affida a una linea difensiva tutta fair play e interventi leggeri. Sulla fascia destra giocherebbe Pasquale Bruno, che si è fatto amare dai tifosi scozzesi dell'Hearts prima di andare a giocare 45 minuti nel Wigan, mentre a sinistra spazio a Pistone, uno che ha tolto il posto a Roberto Carlos nell'Inter di Roy Hodgson prima di fare fortuna in Inghilterra (sono ben 103 le sue presenze nell'Everton dopo le 43 al Newcastle). Come coppia centrale ci si può affidare al feeling consolidato della coppia Materazzi-Cirillo, amore a prima vista fin dai tempi della pacifica rissa negli spogliatoi di San Siro dopo un Inter-Siena del 2004. 

A centrocampo non si può certo rinunciare a Rino Gattuso, che ha formato il suo carattere duro e grintoso ai Glasgow Rangers prima di arrivare a fare fortuna nel Milan e in Nazionale passando per la Salernitana e alle cavalcate di Nicola Berti, che di recente ha raccontato con grande sobrietà ai microfoni di Sky la sua avventura al Tottenham a fine anni '90: "Facevo il Pirlo della situazione". 

In avanti ci si affida alla potenza e ai gol di Bobo Vieri, che ha fatto benissimo in Spagna nell'Atletico Madrid (Pichichi con 24 gol in 24 partite) ma che le bomberate migliori le ha regalate e continua a regalarle a Ibiza e Formentera, tra un match di footvolley e un chupito. A supportare Vieri ci pensano Paolo Di Canio (ormai esperto di calcio britannico dopo otto anni tra Scozia e Inghilterra), Ruggiero Rizzitelli (in Germania al Bayern Monaco) e Totò Schillaci (eroe di Italia '90, tra i primi a spingersi in Asia, in Giappone nel Jubilo Iwata tra il '94 e il '97). In panchina Alberto Malesani, epico in Grecia al Panathinaikos.  

Tutto sommato una squadra di ottimo livello, lo stesso non si può dire della musica d'esportazione, se è vero che tra i cantanti italiani più conosciuti all’estero ci sono soprattutto quelli che fanno grande folklore, ma di sicuro non rappresentano il meglio della nostra tradizione cantautorale: Al Bano, Toto Cutugno, Gigi D'Alessio, Nek, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Il Volo. Ci si salva con Zucchero, Adriano Celentano, Mina e, in parte, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. 

Va molto meglio se ci si sposta su piani musicali differenti. L'Italia all’estero se la gioca da grande squadra tra i deejay: basti pensare, tra gli altri, a Giorgio Moroder, Benny Benassi (vincitore di un Grammy nel 2014), Claudio Coccoluto, Marco Carola e i Tale Of Us (che con la loro Deep e Minimal House stregano Ibiza tutte le estati), Angemi (primo italiano a suonare nel main stage di Tomorrowland) e Sir Bob Cornelius Rifo aka The Bloody Beetrots (che ha collaborato anche con Paul Mc Cartney). 

Il meglio della nostra esportazione, però, è rappresentato dalla musica lirica (dove Pavarotti la faceva da protagonista) e dalla classica contemporanea (con il maestro Ennio Morricone che rappresenta un'eccellenza nella composizione, premiata con due Oscar a Hollywood). A proposito di Emigratis, il consiglio per stasera è di andare al Fabrique di Milano per assistere alla performance dei Phoenix, una delle band simbolo della musica di esportazione francese a inizio anni '90 insieme a Daft Punk, Air e Mano Negra

Instagram: @vannipale