Oliver Bierhoff, vecchia conoscenza del calcio italiano e attuale Team Manager della Germania, è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport a qualche ora dall'inizio della Confederation Cup. Ecco le sue parole: "Non snobbiamo il torneo, cerchiamo di avere indicazioni riguardo a chi sta dietro la prima fila. Perchè in 21 e non in 23? Abbiamo avuto due infortunati come Sané e Demme, non li abbiamo sostituiti perché c’è sempre qualcuno ai tornei che non gioca nemmeno un minuto. Abbiamo eliminato questa probabilità. L’obbiettivo è di mandare tutti in campo. Piegati alle pressioni dei club? No, al contrario. Non ci sono state perché li abbiamo anticipati. Già in inverno abbiamo comunicato che i titolari sarebbe rimasti a casa. Khedira, Kroos, quelli del Bayern, stiamo parlando di gente che arriva dall’Europeo e non ha avuto un attimo di tregua perché in Champions rimane sempre fin quasi alla fine. Molti elementi vanno fatti riposare in vista del Mondiale della prossima estate. E comunque abbiamo portato calciatori di Arsenal, Liverpool, Psg, Barcellona. Non sono società piccole. Mai ricevuto una telefonata di Allegri riguardo a Khedira? No".

RAPPORTI SERIE A - Oltre l'ufficialità? Mah, ogni tanto parlo con Nedved. A Roma avevo un intermediario che però adesso non è più lì. Mi piacerebbe avere più rapporti. Non mi immischio in faccende tecniche, però uno scambio più frequente sarebbe utile, ci farebbe bene. Anche con Real Madrid, Barcellona, altri big".

OBIIETTIVO - "Forse con tutti i titolari saremmo stati i favoriti, adesso ci mettiamo dietro ad altre nazioni, soprattutto Portogallo e Cile che sono qui pressoché al completo. Ma siamo sempre campioni del Mondo, abbiamo l’obbligo di giocare bene, motivati, dobbiamo dimostrare che il calcio tedesco viene ben rappresentato, che ha altre opzioni su cui contare. Questa esperienza ci servirà".

CONFEDERATION 2005 - "Partiva la nostra era? Si riesce ad essere sempre motivati perché noi siamo sempre gli stessi, ma la squadra cambia continuamente: va sempre costruito qualcosa di diverso. Ci sono nuove parti da assemblare. Cambia la tattica, lo stile di gioco. E poi stiamo così poco insieme che non ci stanchiamo. Siamo felici di ritrovarci. Stavolta studieremo per il Mondiale, il vero traguardo".

ITALIA-SPAGNA - "Una fuori? Non sarebbe un dramma per noi, anzi. Sarebbe triste per il calcio, ma non correremmo il rischio di trovare un avversario forte. Comunque penso che anche la seconda di quel girone riuscirà, attraverso il playoff, ad arrivare in Russia".

ANNIVERSARIO - "2 luglio anniversario primo successo Germania sull'Italia? Non ci avevo pensato. Direi che il successo sull’Italia nei quarti dell’Europeo, un anno fa, vale di più di questa coppa, come momento emozionante. Perché è stato un passo storico, perché la partita è stata spettacolare e drammatica, risolta ai rigori. Quindi, se saremo ancora in Russia, la sera prima brinderemo con un buon bicchiere di vino e poi penseremo al prossimo obbiettivo".