È stata una pioggia di ottimismo e messaggi incoraggianti quella che emerge, leggendo i giornali di questi giorni, riguardo il verdetto che la UEFA dovrà dare sulla credibilità di Fassone e Yonghong Li. Un argomento questo che evidentemente non è stato toccato mercoledì al 3° piano di Casa Milan, quando Fassone ha invitato a un pranzo informale molti giornalisti, e parenti, vicini alla società. Un incontro da cui sono emerse indicazioni come il fatto che il Milan varrebbe oggi più di 4 mesi fa, addirittura 800-900 milioni. Un’affermazione che quantomeno fa sorgere spontanea un semplice domanda, perché? Com'è possibile che un club già ipervalutato possa aver addirittura aumentato la propria valutazione con i risultati negativi collezionati finora e l’inevitabilmente svalutazione della rosa? O forse ci vogliono raccontare che Bonucci oggi varrebbe 80 milioni?! O Calhanoglu 50? Purtroppo non avremo mai risposte a riguardo.

Forse è meglio pensare, per una volta, davvero alle cose formali e non “informali”. La UEFA darà nei prossimi giorni il vero responso sul progetto Milan, sulla solidità del suo proprietario e quindi sul futuro prossimo. Se nel lungo periodo la strada sembra infatti già tracciata, avere maggior respiro dal massimo organismo europeo permetterebbe al Milan, quantomeno nell’immediato, di non dover correre subito al riparo da sanzioni tramite la cessione di qualche big (Donnarumma, Suso o Romagnoli, gli unici presenti in rosa). Da Nyon arriverà inoltre la risposta alla madre di tutte le domande sul quale poggia l’intero progetto di Li, ovvero: quando arriveranno le sponsorizzazioni da decine di milioni di € dalla Cina? Per la cronaca, ad oggi ne è arrivata una sola, Alpen Water, da 200.000€. La strada è ancora lunghissima.