Capisco sia il giochino più semplice quello di sparare sull'allenatore, ma chi oggi riesce ad attribuire a Gattuso le colpe per l'ennesima figuraccia del Milan, o non ha nemmeno una vaga idea di che cosa sia una partita di calcio o è in completa malafede (per alcuni una cosa non esclude l'altra).

Se perdi 3-0 a Verona, ma se soprattutto accetti di farlo in quella maniera senza mai reagire e combattere, i primi a salire sul banco degli imputati non possono che essere i giocatori. Ma la vera domanda a cui rispondere per porre rimedio a questa situazione è: perché si comportano cosi? Partiamo dal presupposto che non c'è una vera giustificazione a questo atteggiamento per chi viene pagato milioni di euro. Al netto della retorica e del populismo però, chi capisce come funziona il calcio sa che questo non è altro che il sintomo classico di una squadra allo sbaraglio, senza una guida, senza una società.

Se la confusione parte dall'alto, non può che arrivare in modo amplificato anche in campo. Evidentemente Fassone e Mirabelli non hanno seguito quanto accaduto negli ultimi anni proprio al Milan. Nelle stagioni in cui le guerre intestine la facevano da padrone anche in campo vigeva l'anarchia assoluta, mentre nella scorsa stagione tutti remavano nella stessa direzione e i risultati sono arrivati. Ovviamente Fassone e Mirabelli hanno pensato bene di radere tutto al suolo. Se poi ci aggiungiamo la settimana vissuta tra possibili cause legali col proprio portiere, la UEFA che ufficializza le incertezze sulla proprietà e lo screzio tra Ad e Ds, ecco che il 3-0 di oggi ha una logica e, temo, anche un seguito, ma di sicuro non un colpevole in Gattuso.