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  • Fiorentina bellissima, per la Juve punto guadagnato. E complimenti a Firenze

    Fiorentina bellissima, per la Juve punto guadagnato. E complimenti a Firenze

    Da quando Antonio Conte allena la Juve, raramente si erano visti i bianconeri tanto in difficoltà quanto questa sera a Firenze dove, proprio nella partita più importante dell'anno per i viola, è sbocciata una bellissima Fiorentina.

    Per la prima volta in questo campionato, la Juve non ha vinto e non ha segnato. Per la prima volta in sei mesi e mezzo, la Juve non ha vinto in trasferta.

    Con le unghie e con i denti, i campioni d'Italia hanno migliorato il loro record d'imbattibilità in serie A (44 gare senza sconfitte), ma hanno ripetutamente rischiato di perdere. E, se i rivali avessero vinto, se lo sarebbero meritato.  

    Gli applausi più calorosi li merita Vincenzo Montella che esattamente un anno fa, alla guida del Catania, fermò la Juve sul pareggio a Massimino.

    Montella  è sugli scudi per ciò che ha già fatto in soli tre mesi, ricostruendo una squadra dalle fondamenta, con 18 nuovi giocatori, peraltro arrivati a scaglioni (gli ultimi sette soltanto un mese fa), trasmettendole gioco e personalità; per ciò che ha detto, dopo avere frenato la corsa dei bianconeri, attenendosi ad un rigoroso realismo ed evitando qualunque volo pindarico, perchè la strada è ancora lunga. Ma è quella giusta.

    Ha ragione Andrea Della Valle: in campo al Franchi non si è vista una Juve stanca (contro il Chievo inizialmente c'erano cinque giocatori diversi rispetto alla formazione schierata a Stamford Bridge), ma una grande Fiorentina, capace di tenere in sofferenza la squadra più forte del campionato dal primo all'ultimo minuto.

    Alla terza partita in una settimana, la capolista ha voluto inizialmente in panchina sia Vucinic sia Marchisio: è un lusso che né Conte né Carrera si possono permettere, anche perchè Vidal a Firenze è stato troppo nervoso e, in questo periodo, Pirlo viaggia a scartamento ridotto: la differenza si vede. 

    La Fiorentina ha creato cinque nitide occasioni da gol, colpendo una traversa con Jovetic. E' la qualità dei viola che colpisce: da Roncaglia a Borja Valero, passando per Pizarro, Jovetic, Pasqual, Cuadrado si coglie la grandezza del mercato di Pradè e Macia. Se Montella avesse una punta di ruolo e non l'impreciso Ljajic, il quadro sarebbe perfetto. Ma non si può avere tutto e subito.

    Conta che Firenze abbia ritrovato ciò che inutilmente aveva cercato nei due anni susseguenti all'addio a Prandelli, ricchi solo di delusioni e malinconie: una squadra che giochi, diverta e corrisponda lo straordinario amore di cui è circondata, in una città che ha dato prova di splendida maturità sportiva. Ad una serata di grande calcio, in uno stadio esaurito, hanno concorso anche gli impeccabili comportamenti dei giocatori e l'ottima direzione di Tagliavento.

    E' la dimostrazione che, quando si vuole, un altro calcio è possibile anche nell'Italia del pallone spesso ostaggio di inciviltà, incultura, disorganizzazione come l'illuminante farsa Cagliari-Roma insegna.

    Per i bianconeri, questo è un punto d'oro e pazienza se hanno fallito il record delle otto vittorie esterne consecutive e non sono più a punteggio pieno. Il commento di Buffon è apodittico: la Juve ha pareggiato contro una grande Fiorentina. E' andata esattamente così.

    Xavier Jacobelli

    Direttore Editoriale www.calciomercato.com

     

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