Nuova secca smentita da parte di Ernesto Pellegrini circa un suo eventuale interesse a rilevare la presidenza del Genoa da Enrico Preziosi.

L'ex patron dell'Inter è intervenuto telefonicamente alla trasmissione “Fischio d'Inizio”, in onda su Antenna Blu, precisando nuovamente la sua posizione:
“Premetto che ho casa a Portofino e che mi sento vicino ai tifosi del Genoa, anche perché è una società che ha una grande tradizione, ha vinto scudetti e ha tifosi eccezionali e sportivissimi. Poi io conto amicizie importanti vicine al Genoa e a Genova come l'armatore Stefano Messina, il banchiere Vittorio Malacalza e il cavaliere del lavoro Salerno. Ho tanti amici per cui non è vero che non ci ho pensato, ci ho pensato eccome. Ma questa è una cosa alla quale, e spero che Preziosi non si offenda, ho solo pensato. Punto e basta. Ho però un'azienda, per fortuna, che dà lavoro a 8000 persone e sono alquanto impegnato e questo mi fa dire che non posso pensare più di tanto ad una squadra che è nel cuore di tutti i liguri e non solo.

La chiusura di Pellegrini appare quindi del tutto netta, visto che poco dopo a domanda diretta è sembrato chiudere ulteriormente le porte all'eventualità di un suo acquisto del club: “Lo escludo per i motivi appena detti. Non posso pensarci più di tanto, anche se il Genoa è una squadra di grandi tradizioni che porta comunque a pensarci ma allo stesso tempo lo escludo. Non voglio creare illusioni o aspettative nei tifosi, non è nel mio stile. “

Pellegrini infine ha dato una sua visione dell'attuale momento vissuto da molte società italiane che, proprio come il Genoa, sono alla disperata ricerca di investitori esteri per risollevare le proprie sorti: “Di persone che hanno possibilità economiche ce ne sono tante; probabilmente non si espongono perché il calcio è in un momento un po' particolare. Occorrono tante risorse per gestire una società come il Genoa, ci vogliono tanti soldi anche se non occorre avere per forza una gestione dissennata. Può esserci anche una gestione equilibrata e far bene. Lo dico anche per l'esperienza acquisita all'Inter in dieci anni. Il mondo però è cambiato e anche il calcio è cambiato. Questa globalizzazione a mio parere in fondo confonde un po' le idee”.