Come nelle tessere del domino in casa Genoa si attende la prima mossa per dare il via al mercato. Mossa che farà male ai tifosi perché, conti alla mano, per comprare i rossoblù dovranno prima vendere, rastrellando così le risorse necessarie per muoversi con maggiore libertà. Rispetto al passato però il Genoa attuale sembra in realtà immobile. Appaiono infatti solo come un lontano ricordo le scoppiettanti rivoluzioni che Enrico Preziosi metteva in atto a stagione appena finita. Un segnale inequivocabile di quanto più volte ripetuto da Preziosi nella seconda parte di stagione. Un Preziosi ormai stanco e stufo di un calcio che non sembra amare più. Il patron rossoblù, sempre pronto a cedere ad un eventuale acquirente che soddisfacesse le sue richieste (e si accollasse un debito di 60 milioni), ha però più volte dichiarato che non avrebbe di certo abbandonato il Genoa. 

Ma Preziosi, oltre al calciomercato, in questo infuocato mese di giugno deve risolvere una questione finanziaria non da poco. Come si legge su Tuttosport, a fine mese infatti scadrà l'accordo con la Ocean Gold Global del socio orientale Michael Lee e il fondatore della Giochi Preziosi è chiamato a liquidare la quota di Lee con un assegno superiore ai cento milioni di euro (la quota fissata sarebbe di 110 milioni), se ciò non avvenisse sarebbe costretto a pagare una penale molto salata. Un pensiero in più che porterà nei prossimi giorni il presidente del Genoa in un lungo viaggio di lavoro all'estero.