Il nome caldo nell'attuale momento di mercato del Genoa è quello del milanista Manuel Locatelli.

Un profilo di indubbio talento, uno di quei giocatori in grado di cambiare le gare con una sola giocata. Un ragazzo serio ed umile, dall'avvenire quasi sicuramente assicurato al netto dei vari imprevisti che può riservare la carriera di un calciatore ancora così giovane.

La suggestione di ripetere con il regista lombardo quanto già fatto qualche stagione fa in rapida successione con altri due rossoneri, Suso e Niang, rigenerati dal soggiorno calcistico in Liguria è davvero molto forte ed è stata in parte confermata dallo stesso Perinetti due giorni fa. Il ragazzo dal canto suo sembra aver dato la disponibilità al trasferimento temporaneo a Pegli, mentre resta ancora da convincere la terza parte in causa, ossia il Milan. Ammesso e non concesso che la dirigenza meneghina si convinca dell'utilità di spedire, come si diceva una volta, a farsi le ossa in provincia uno dei talenti più cristallini del nostro calcio, a me sorge un dubbio: a questo Genoa, che già gioca con due piedi raffinati in mezzo al campo (Veloso e Bertolacci), serve davvero un altro fiorettista oppure non sarebbe meglio puntare su quel tanto invocato incontrista che manca da un anno esatto?

Una cosa è certa Ballardini e Perinetti non sono due sprovveduti e se hanno deciso di puntare su Locatelli è perché, evidentemente, hanno in mente qualcosa. Ad esempio un cambio di modulo. Lo sbarco in Liguria del ventunenne lombardo potrebbe indurre il tecnico romagnolo a passare dall'attuale 3-5-2 ad un nuovo 4-3-1-2. Un modulo cucito addosso al regista della nazionale under 21 azzurra, che gli permetterebbe di giocare nel suo ruolo prediletto. Al contempo, tale schema, non costringerebbe Ballardini a dover rinunciare ogni volta in attacco a due tra i vari Pandev, Taarabt, Rossi e Lapadula.

Insomma è probabile che dietro al corteggiamento di Locatelli si nasconda davvero la volontà dell'allenatore rossoblu di cambiare modulo per dare spazio a tutto il potenziale offensivo del suo Grifone. Ed è possibile che tale soluzione possa attuarsi anche in caso di mancato arrivo del milanista, magari individuando un profilo simile sul mercato.

Qui però mi sorge un altro dubbio: visti i risultati ottenuti finora, siamo sicuri che cambiare strada in corsa sia la cosa migliore da fare?