Se rinasco e mi viene data la possibilità di scegliere in chi reincarnarmi probabilmente opterei per essere Ivan Juric. Non certo per una questione estetica (in quel caso avrei ben altre preferenze) quanto piuttosto per l'innato ottimismo che sembra sempre pervadere il tecnico croato.

L'OTTIMISTA - Anche dopo l'ennesima magra figura del suo Genoa, incapace di raccogliere una vittoria che sia una in 7 partite di campionato, e di fronte ad un silenzio societario che fa più rumore di un orchestra balcanica ad un matrimonio, il vate di Spalato continua ad ostentare un incomprensibile ottimismo. A chi li fa notare che la classifica adesso comincia a piangere per davvero, lui risponde che non ha nulla da rimproverare a sui ragazzi, anzi che è pienamente soddisfatto di quanto fatto vedere dai rossoblu contro gli omocromatici del Bologna.

Beato lui viene da dire, che nonostante l'ennesima sberla incassata in questo inizio di stagione riesce non solo ad essere fiducioso ma addirittura a giudicare testualmente come "tanta roba" una prestazione che lascia del tutto irrisolti i dubbi della vigilia, compresi quelli sul suo futuro alla guida del Grifone.

AGGRESSIONE - La cosa peggiore della serata, però, non è stata l'ormai consueta scialba gara del Vecchio Balordo, fedele specchio di una squadra senza mordente e con pochissima classe, ma ciò che è avvenuto nel prepartita nel parcheggio antistante il Ferraris.
L'aggressione al giornalista Pinuccio Brenzini è qualcosa che va ben oltre la semplice disputa di quello che per molti è tutto tranne che un gioco. Ancora una volta lo stadio viene considerato da alcuni come una zona franca, dove tutto è lecito e dove un professionista viene deliberatamente aggredito per il solo motivo di essersi pubblicamente schierato in favore di una fazione piuttosto che di un'altra. L'agguato a Brenzini è un atto vigliacco, figlio del clima di esasperazione che da sempre circonda il pallone. L'azione di chi non ha altri mezzi, se non quelli fisici, per far valere le proprie ragioni.
Ma la cosa peggiore non è l'atto in sè, per quanto deplorevole, quanto le parole di chi riesce addirittura a trovarne una giustificazione. E non sono pochi.

Se dovessi rinascere e non mi venisse concessa la grazia di reincarnarmi in Juric, spero almeno che mi venga negata la possibilità di rimaterializzarmi nella testa di uno di questi. Per dirla alla maniera di Juric, sarebbe già tanta roba.