In questi freddi giorni di metà febbraio in casa Genoa è tutto un fiorire di statistiche.

Ad essere analizzato è soprattutto il rendimento del Grifone dopo che le sue redini sono passate nelle mani di Davide Ballardini. I confronti tra il tecnico di Ravenna e chi l'ha preceduto sono impietosamente a favore del primo, sempre più accostato ad illustri colleghi del passato, da Scoglio a Gasperini passando per Bagnoli.

Paralleli storici giustificati dal rendimento straordinario garantito dal Balla in questi tre mesi. In 100 giorni il vate di Ravenna ha compiuto qualcosa di sorprendente e difficilmente pronosticabile. Tutti speravano che il suo terzo approdo a Pegli potesse ricalcare le orme lasciate nella memoria collettiva rossoblù nelle sue prime due avventure. Pochi si aspettavano che avrebbe saputo fare ancora meglio, anche se va sottolineato come con un terzo di campionato ancora da disputare la salvezza sia ancora tutta da conquistare.

Certo, le premesse affinché il Ballardini ter si concluda allo stesso modo dei due precedenti mandati ci sono tutte. E se così avverrà bisogna fare in modo che almeno questa volta il seguito della storia sia diverso rispetto al passato.

Né nel 2010, né tre stagioni più tardi, l'aver mantenuto il Grifone in Serie A garantì al tecnico romagnolo la permanenza sulla panchina rossoblù. Evidentemente dotato di scarso appeal agli occhi di una dirigenza non sempre impeccabile in fatto di scelte, a Ballardini furono preferiti altri colleghi per l'annata successiva. Ora la possibilità di cancellare quei mancati gesti di riconoscenza si ripresenta. Sarebbe doveroso non commettere per tre volte lo stesso errore.