'Si vede spesso qui, è molto riservato'. A Casal Palocco Gervinho è ormai diventato di casa, un piccolo mondo condiviso con altri compagni e, soprattutto, con sua moglie e le due figlie. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, la normalità del campione ivoriano passa anche per una quotidianità fatta di routine e tranquillità. Videogames e film quando non c’è il calcio ad invadere i suoi pensieri, cibo africano preferibilmente ma senza disdegnare bontà italiane come la carbonara ed il ragù alla bolognese. Abita nella casa di Vucinic, acquistata dal montenegrino nel periodo romanista ed utilizzata in precedenza anche da Michael Bradley.

Appena può, fa scivolare le sue dita sul computer per connettersi con la sua famiglia, che vive ancora là. Alla sua associazione, la Gervinho Foundation (sulla scia di quelle fondate da Didier Drogba, Kader Kéita, Emmanuel Eboué e Salomon Kalou), dedica tempo e denaro. Aiutare i bambini della Costa d’Avorio: cibo, libri, istruzione e non solo. Se qualcuno sta male, se ha bisogno di cure, mettere mano al portafogli gli è semplice come saltare l’avversario e volare sulla fascia. Lo ha cominciato a fare due anni fa, cercando di non renderlo pubblico. La solidarietà più bella è quella che non si dice. Ma c’è un altro progetto nella sua mente. Una Academy del calcio che porti il suo nome, una scuola calcio come quella di Totti.