Al Manchester City è andata bene. L’incipit di questo pezzo è uguale a quello che adoperai dopo la partita d’andata. In quel caso - sollevando un vespaio di proteste e commenti contrari e contrariati - sostenevo che la sconfitta di misura fosse andata bene al Napoli. Questa volta, nonostante a vincere siano sempre i soliti, devo ricredermi. Non solo il City non meritava il 4-2 - ottenuto grazie a due colpi di testa dei centrali difensivi e a due contropiede -, ma anzi è andato vicino ad una sconfitta o ad un pareggio più probabili e più giusti.

Per me la sfortuna non esiste. Esistono i tiri sbagliati anche quando incocciano la traversa (Insigne al pari di Stones) o le grandi parate dei portieri avversari su conclusioni che sembrano - purtroppo sembrano solo - destinate al gol. Callejon, servito alla perfezione da Mertens e scattato in posizione regolare, ha avuto sul destro una di quelle occasioni. Il suo tiro in diagonale sarebbe finito dentro se Ederson non si fosse speso in una prodezza che ha mandato la palla in angolo. Si era sul 2-2 e il Napoli avrebbe potuto passare in vantaggio, costringendo il City ad un recupero che sarebbe stato problematico. Anche perché mancavano poco più di venti minuti alla fine.

Proprio dallo sviluppo dell’azione d’angolo, un nugolo di calciatori inglesi ha strappato palla al limite dell’area ad Hamsik, servendola per la volata di Sané. Maggio, subentrato all’infortunato Ghoulam, avrebbe potuto entrare duro spezzandone la corsa con un fallo. Invece, come un’anima candida, ha provato l’intervento pulito sul pallone. L’altro ha resistito e sul successivo contrasto la palla è carambolata in bocca ad Aguero, lesto come un veltro, a rapirla prima di scaraventarla alle spalle di Reina. Quando Sterling ha segnato il 4-2 eravamo già al 92’ e il Napoli aveva mollato i pappafichi.

Quante volte, nella nostra vita di guardoni calcistici, siamo stati condannati ad ascoltare (a volte perfino a ripetere) la geremiade del “gol mancato, gol subìto”? Lo so, è un luogo comune e anche dei più triti (e trituranti), ma ha una sua perversa ciclicità. A Napoli è accaduto e proprio nella partita più importante e in quella giocata meglio dalla squadra di Sarri. Questa volta, al contrario di quanto temeva l’allenatore, non è stato il City a prendersi i primi venti minuti per fare un paio di gol, ma è stato il Napoli ad occupare la mezz’ora iniziale con una manovra ed un pressing che hanno stordito gli uomini di Guardiola. Il quale è un genio e nessuno si permette di discuterlo, ma qualcosa aveva sbagliato anche lui nel decidere di schierare Danilo (al posto di Walker) per arginare Insigne e, in subordine, di rinunciare a David Silva per inserire Gundogan.

A sinistra, oltre al folletto azzurro, agivano Hamsik e Ghoulam, combinando in modo sublime a palla bassa e triangoli stretti. Insigne, dotatissimo anche tecnicamente, non solo ha fatto impazzire Danilo, ma ha provveduto anche a confezionare il primo gol (20’). L’azione, uno scambio rapido come un fendente con Mertens, è stata l’esaltazione del gioco di Sarri.

Il problema è che su quella corsia, dove il Napoli produceva superiorità numerica e tecnica, all’improvviso è venuto a mancare Ghoulam. In una proiezione offensiva, il ginocchio destro gli ha ceduto e, dopo una breve resistenza, ha dovuto abbandonare. Il nodo della sua sostituzione (Maggio a destra con Hysaj dirottato a sinistra) è stato sciolto subito da Sarri. Il punto è vedere qual è l’entità dell’infortunio (si teme una rottura dei legamenti) e quali i tempi di recupero. Tutti noi sappiamo che Sarri ha tredici/quattordici giocatori con cui affronta campionato e Champions. Un infortunio serio aprirebbe la necessità di intervenire sul mercato fin dal prossimo gennaio.

Tuttavia il danno è stato immediato. Ma non per colpa di Maggio, né di Hysaj. E’ che nessuno dei due ha propensione per la fascia sinistra e, soprattutto, a entrambi mancano sia la spinta, sia i tempi di gioco di Ghoulam. Il pareggio del City l’ha segnato Otamendi (sovrastando proprio Hysaj), il vantaggio - a inizio ripresa - Stones da calcio d’angolo. Insigne, ridicolizzando Danilo, ha colpito la traversa con un tiro da fuori. Si poteva mollare. Invece il Napoli non si è lasciato soggiogare dal palleggio del City ed ha raggiunto il 2-2 su rigore (Jorginho al 61’) per fallo di Sané su Albiol. Se Callejon avesse segnato, adesso saremmo qui a fare altri conti. Invece restano questi, scarni: il Napoli deve battere lo Shakhtar, al San Paolo, e il Feyenoord in Olanda, contando sulla vittoria del City in casa degli ucraini. Non un’impresa, ma una qualificazione auspicabile secondo l’ordine naturale delle cose.