Il mercato di riparazione è entrato nel vivo e il Verona ha piazzato i primi colpi in entrata. Nel giro di una settimana il ds Fusco ha trovato l'accordo per portare in gialloblù il brasiliano Matos dell'Udinese, il croato Petkovic del Bologna e il romeno Boldor sempre dei rossoblù, anche se via Montreal Impact. Tutti e tre sono arrivati con la formula del prestito, l'unica possibile per la società in questo momento. Tre acquisti che vanno a ravvivare con nuova linfa i rispettivi reparti, in modo particolare quello d'attacco.

La società però non si è ancora mossa dove probabilmente ne avrebbe più bisogno. Con l'addio di Caceres infatti, la squadra di Pecchia ha perso un elemento fondamentale nel ruolo di terzino. L'uruguaiano, oltre a possedere delle indiscutibili doti tecniche, permetteva al Verona di essere coperto sia sulla fascia destra normalmente di sua competenza, che su quella sinistra, dove aveva giocato con buon profitto nelle ultime gare con Milan, Juventus e Napoli.

La sua partenza ha lasciato un vuoto che ora la società deve cercare di colmare. Servono due terzini, o comunque un terzino che sappia giocare sia su un lato che sull'altro, cosa assolutamente non comune e piuttosto difficile da trovare. È vero che il Verona si è già mosso in difesa, ma l'arrivo di Boldor è andato ad ingrossare le fila del reparto senza offrire delle soluzioni migliori di quelle già a disposizione dell'allenatore. Attualmente per il ruolo di terzino destro sono "schierabili" tre giocatori: Alex Ferrari, Romulo e Bearzotti.
Ferrari è un centrale che all'occorrenza sa giocare anche da terzino, pur non avendo le caratteristiche tipiche di un esterno di spinta. Romulo al contrario è capace di ottime cose in fase offensiva ma fatica molto di più in quella difensiva, tanto che Pecchia preferisce schierarlo a centrocampo. Bearzotti poi è difficilmente giudicabile avendo disputato due sole gare in stagione (senza contare che anche lui sarebbe un esterno offensivo).

Sulla fascia sinistra al momento possono giocare come terzini Souprayen, Felicioli e Fares (al limite lo può fare anche Heurtaux). Souprayen non sta vivendo una grande stagione e nelle ultime partite è rimasto spesso in panchina. Felicioli ha giocato molto poco, mentre Fares, che in campionato sta trovando una buona continuità, è preferibile nel ruolo di esterno alto, avendo dimostrato ancora qualche incertezza di troppo in marcatura.

Insomma, è abbastanza evidente che il Verona avrebbe bisogno di altre soluzioni, sia a destra che a sinistra. Finora nomi dal mercato non ne sono stati fatti, ma il ds Fusco sta valutando tutte le possibili opzioni. La politica economica molto oculata della società non permetterà l'arrivo di nomi altisonanti, ma tra i profili seguiti ci sono anche dei giocatori esperti che conoscono molto bene la Serie A.

Vedremo in che modo la società intenderà muoversi, considerato il fatto che l'urgenza di avere a disposizione una rosa competitiva in tutti i suoi reparti è davvero prossima. Domenica riparte il campionato e come ha detto bene Pecchia in conferenza stampa qualche tempo fa "il Verona non può permettersi di avere la" coperta corta" in fatto di uomini da qui al termine del campionato. Dobbiamo essere pronti a superare gli ostacoli che ogni gara ci saranno messi di fronte". Proprio così, per raggiungere la salvezza niente deve essere lasciato al caso. Tantomeno i terzini.