Non la Juve, ma Dybala. Tre gol al Sassuolo, otto in campionato (tre in più del connazionale Icardi), dieci complessivamente in stagione (otto più i due in Supercoppa italiana).

Dybala segna quasi sempre (non con il Barcellona) e ovunque (non al Camp Nou). Ma fino ad oggi c’è solo un argentino che tiene in corsa la Juve e costui non si chiama Higuain.

Anche contro gli emiliani, il “pipa” ha sbagliato un gol (10’, assist di Alex Sandro, Higuain colpisce di interno destro un pallone che Consigli respinge facile) e poi, fino alla sostituzione avvenuta al 77’, è letteralmente sparito dal campo.

E’ difficile stabilire a cosa vada ricondotto il problema, ma è chiaro che le condizioni generali del giocatore non siano nemmeno sufficienti per tollerare la sua presenza. Per fortuna del “pipa”, Allegri non ha alternative, a meno di schierare Mandzukic unica punta, come avvenuto negli ultimi tredici minuti contro il Sassuolo. Il punto è stabilire quanto Mandzukic si senta ancora attaccante e come lo sappia fare. Evidentemente non era stato un eccesso di Marotta e Paratici inseguire Keita fino quasi all’ultimo giorno di mercato o prenotare per primi il talento di Schick.

Nel frattempo ci pensa di Dybala che sta esaltando il suo nuovo numero 10. Tutto bene fino a quando le prodezze fioccano. Piuttosto vien da chiedersi, cosa accadrà il giorno in cui Dybala non gioca o, pur giocando, non segnerà. 

Forse è ancora presto per parlare di una dipendenza della Juve dal suo campione, ma il sospetto è forte, visto che Dybala si incarica di rammendare altre situazioni di deficit. Quella della difesa è palese. Subire gol contro il Sassuolo era veramente difficile (una sola rete realizzata in tre partite), ma la Juve ci è riuscita due minuti dopo il raddoppio di Dybala.

La colpa è stata di Lichtsteiner, un giocatore imbarazzante quando difende. Prima, infatti, si è fatto scavalcare da un pallone scagliato in area dalla trequarti. Poi, nel tentativo di recuperare su Adjapong è comicamente finito a terra, mentre Buffon tentava la disperata uscita. Adjapong ha messo in mezzo, Rugani ha mancato la respinta, Chiellini non ci è arrivato e Politano ha colpito nella porta vuota.

Il passaggio a vuoto, oltre che far arrabbiare Allegri, spiega quanto sia labile il modo di difendere dei bianconeri. E’ vero che la fase di non possesso appartiene a tutta la squadra, ma è altrettanto vero che alcuni uno contro uno non possono, né devono, rappresentare difficoltà soprattutto per i calciatori più esperti.

Non credo sia un caso, a questo proposito, che proprio Lichtsteiner sia stato rilevato da Barzagli al 72’, ovvero dieci minuti dopo la terza prodezza di Dybala, quando ancora la squadra bianconera ha sbandato di fronte agli scolastici attacchi del Sassuolo.

Dunque se è quasi conclamato il nodo-Higuain resta ancora da sciogliere il nodo della difesa. Chiellini le ha dato qualche certezza in più, ma Rugani e il già citato Lichtsteiner non sembrano più affidabili. In attesa del debutto di Howedes e del rientro di De Sciglio (un altro da valutare bene), viene da chiedersi cosa ne sarà della retroguardia juventina quando affronterà attacchi più attrezzati, a cominciare da quello della Fiorentina, mercoledì sera.

Certo, fin quando c’è questo Dybala ci sarà più certezza che speranza. A Reggio Emilia ha segnato sempre di sinistro, ma in tre modi diversi. La prima volta girando dal limite un passaggio di Mandzukic, dopo iniziativa di Chiellini (esecuzione stratosferica). La seconda di punta, da dentro l’area, quando ormai era raddoppiato dai difensori del Sassuolo (esecuzione economica). La terza, su punizione dal limite, che si era guadagnato in mezzo a quattro marcatori avversari (esecuzione classica). 

Tre colpi da fuoriclasse assoluto. Per diventarlo davvero, però, Dybala deve segnare tanto - e farlo con il fin della meraviglia - anche in Champions League.