Prendete un ufficio, le maglie della vostra squadra del cuore al muro, i contratti sul tavolo. Sognare non è più impossibile per chi ama l'avventura manageriale con FIFA 18: finalmente la svolta è arrivata dopo anni di trattative improbabili, valutazioni poco realistiche e imprese fin troppo facili. L'idea di partire con un piccolo club e tentare la scalata per entrare nella leggenda adesso è ancora più affascinante. Magari partendo comunque dalla massima serie per abituarsi al nuovo gioco, poi avventurandosi sui campi di periferia sognando la Champions.

Provare per credere: la nostra carriera quest'anno è iniziata dal Watford, ormai una tradizione storica fin da quando gli Hornets erano in seconda serie inglese. Troppo affascinanti quei colori - giallo e nero -, Vicarage Road, i cori di una tifoseria splendida, la proprietà italiana... e quell'incredibile promozione del 2013 che ci fece innamorare di questa società. Il feeling è rispettato. E la vera rivoluzione di FIFA sta nelle trattative di mercato: non più settimane intere per aspettare una risposta, si fa tutto in giornata... al tavolo con i protagonisti. Proprio così: per portare via al Manchester United la pepita d'oro Angel Gomes, classe 2000, è servito un incontro faccia a faccia con José Mourinho nel suo ufficio. Trattativa, prezzo stabilito, scambio proposto con un altro giovane. E addirittura la possibilità di inserire una clausola con percentuale sulla futura rivendita, da 5 al 25%. Fantastico! Non fosse che lo Special One è un osso durissimo, all'ennesimo rilancio si è andati sui toni forti, litigata e poi tutto ricomposto (occhio a Gomes, ne sentirete parlare... non solo al nostro Watford).

E così può capitare di trovarsi di fronte Antonio Conte per riscattare Chalobah, ma non tutte le trattative vanno a buon fine. Quando abbiamo chiesto Walcott ad Arséne Wenger si è imbestialito per l'offerta al ribasso ed è andato via dopo la prima proposta: meglio stare attenti... una volta trovato l'accordo tra club, si passa alle cose formali. E ti ritrovi questa volta nel tuo ufficio con il giocatore accompagnato dal suo agente per trattare sull'ingaggio fisso, i bonus per presenze e/o gol, addirittura le commissioni. Vi lasciamo immaginare quanto ci sia costato Ramsey a parametro zero per la seconda stagione, meglio tentare i colpi giovani low cost come Alban Lafont, classe 1999, il Donnarumma nero del Tolosa. Via Karnezis, dentro il ragazzino che cresce benissimo. In una squadra giovane, dove decolla la stella Richarlison e fa gol il centravanti Plea, per regalarcelo ci siamo privati del promettente Isaac Success. Sono scelte, come investire 12 milioni più rivendita alla Fiorentina su Federico Chiesa come primo acquisto. Un segnale alla piazza.

E una carriera che finalmente ha svoltato, incontri diretti con i protagonisti e trattative intense, più realistiche. Senza privarsi dei sogni. Lo confessiamo: quando ci siamo seduti al tavolo con Zlatan Ibrahimovic in giacca e cravatta accompagnato da un Mino Raiola (non è lui, non ci assomiglia, ma ci piace pensarlo) virtuale, sono venuti i brividi. Svenarsi per portare Ibra al Watford è stato il minimo, un progetto giovani passa anche dai grandi  campioni che si ritrovano accanto. Lo aspettiamo, adesso c'è un posto in Europa da conquistare. Ma soprattutto c'è una carriera con FIFA che ha fatto il salto di qualità. Attenti a non litigare con Mourinho...