Lo hanno sempre etichettato come uno dei più grandi mercenari della storia del calcio, per alcuni forse, il più grande in assoluto. Ma probabilmente la figura che più di tutte gli calza a pennello, in realtà è stata sempre quella del Playboy.

Nessuno come Zlatan Ibrahimovic infatti ha collezionato una tale serie di primedonne nella storia del calcio mondiale, dall'Ajax allo United, passando per Juve, Inter, Barcellona, Milan e PSG. Tutte dame bellissime, ricche e blasonate, e con ognuna delle quali Ibra ha vissuto storie intense e ricche di  soddisfazioni sportive ed economiche.Tuttavia due di queste ancora oggi, a distanza di tanti anni e adesso che la carriera dello svedese volge ormai al termine, provano una sorta di rancore per lui, perché hanno vissuto la tipica situazione da donna sedotta e poi abbandonata. Una sensazione terribile amplificata ancor di più, dal fatto che credevano fermamente di aver trovato in lui un marito col quale avere un lungo matrimonio, e non un casanova egoista e infedele come poi si è rivelato essere.

Ibrahimovic quando arrivò alla Juve nel lontano 2004, sembrava il classico principe che trova la regina con la quale avrebbe creato il suo regno. Arrivava da una storia giovanile con una bellissima fidanzata come l'Ajax, ma quella con la Juve aveva tutta l'aria di essere un'unione lunga, molto lunga, visto che lui parlava apertamente del suo approdo in bianconero come un punto di arrivo definitivo e della Juve come uno dei club più grandi in assoluto insieme a Real Madrid, Manchester United e Barcellona. Invece lo svedese alla corte della Vecchia Signora si fermò solo per due stagioni, e non se ne andò come tutti pensano a causa di Calciopoli. La rottura infatti si ebbe il 2 novembre del 2005 alla fine della partita di Champions League, Juve-Bayern 2-1. Lo svedese venne espulso nei minuti finali per doppia ammonizione, un episodio che fece sbottare Moggi contro Raiola, negli spogliatoi gli disse infatti che dopo quella sera, Zlatan il rinnovo del contratto se lo poteva tranquillamente dimenticare. Probabilmente Luciano stava bluffando come tante altre volte, ma tanto bastò a Ibra e Raiola per prendere la palla al balzo e accettare la corte dell'Inter, che avrebbe infatti dovuto prenderlo già in quella sessione di mercato invernale per circa 90 milioni. Poi però scoppiò Calciopoli, e l'Inter ne approfittò giocando al ribasso e facendo leva sul fatto che la Juve in quei mesi si trovava al centro della tempesta perfetta. Un addio che fu vissuto dai tifosi bianconeri in modo devastante e traumatico, perché si accompagnava al fatto che un simile fuoriclasse se ne andava proprio nella squadra dei rivali più odiati e soprattutto in concomitanza con l'apocalisse della Serie B.

Appena arrivato all'Inter, Ibra fa di nuovo il ruffiano, dicendo che San Siro era lo stadio dei suoi sogni e che voleva indossare i colori nerazzurri fin da quando era bambino. Il popolo nerazzurro gongola come poche altre volte, Ibra porta in dote 3 scudetti consecutivi, con un titolo di capocannoniere e una serie di numeri e prestazioni che rimangono negli occhi di tutti. Sono 3 stagioni fantastiche arricchite soprattutto dal fatto che la Juve arranca alle spalle. Sembra tutto perfetto, ma all'alba della quarta stagione cominciano i suoi proverbiali mal di pancia, probabilmente alimentati anche dall'inseparabile Mino Raiola. La corte del Barça si fa pressante e lui mentre è in ritiro con la squadra in California, comincia a dare in escandescenze bombardando di messaggi Moratti per convincerlo in tutti i modi a cederlo. Alla fine ci riesce e il modo in cui lascia i nerazzurri non è sicuramente dei più eleganti, visto che dice apertamente che senza di lui, non avrebbero vinto più neanche lo scudetto. Un atteggiamento che fece irritare anche Mourinho il quale gli rispose per le rime dicendo che avrebbero vinto tutto (e cosi fu) e soprattutto dandogli ironicamente del traditore. Gli interisti non lo perdonarono mai, perché una volta arrivato in Catalogna ricominciò la solita sceneggiata dell'approdo nel club dei suoi sogni, uno spettacolino che si sarebbe ripetuto ancora una volta persino con la maglia degli odiati cugini rossoneri. Ma se non altro il suo addio portò benissimo, visto che poi i nerazzurri realizzarono il triplete e videro arrivare al suo posto un fuoriclasse come Eto'o.

Da allora in poi Ibra ha girovagato molto per l'Europa, ma nessuno aveva più la pretesa di legarsi a lui per sempre, e quindi alla fine le uniche a rimanere veramente con il cuore spezzato furono la Signora e la Beneamata, per una volta unite dal risentimento nei confronti dello stesso giocatore. Un altro dei tanti record che hanno contraddistinto la carriera di Ibra.

@Dragomironero