Mentre Roma boccheggiante e assetata affonda nella siccità, il Vicesindaco (ma di fatto è lui quello che opera e decide) Luca Bergamo ha avuto una trovata: “Sarebbe bello poter vedere Roma-Barcellona al Circo Massimo.” Certo ci sono problemi tecnici: il manto di gioco, la sistemazione degli spettatori, ma insomma l’idea è sempre quella: far tornare la Città Eterna capitale dei giochi circensi. D’accordo, non c’è più il gladiatore - imperatore Totti, ma Roma, in fondo può prosperare soprattutto rilanciando il suo passato. L’Impero terreno (trascorso) e quello spirituale (in atto) sono  due poli di cui non si può fare a meno.

TRA VECCHIO E NUOVO - C’è poi il ricordo di Renato Nicolini, colui che inventando l’Estate Romana, aprì le notti ai festival, al cinema, ai concerti dando inizio alle estati nelle grandi città italiane. L’idea di utilizzare gli antichi monumenti capitolini non è nuova: alle Terme di Caracalla va in scena ogni anno melodrammi e balletti, nella Basilica di Massenzio si tiene un Festival Letterario internazionale. Ma in questo caso si vorrebbero ripetere gli antichi certami gladiatori, che il calcio, in fondo, con le sue passioni, sa resuscitare. Intanto il nuovo Colosseo giallorosso latita e Pallotta minaccia di andarsene. Roma-Barcellona, ma: e la Lazio? Nessuno ha posto la domanda a Bergamo, il quale, in un empito di generosità, potrebbe rispondere: giocherà con l’Espanyol. Sempre al Circo Massimo.